L’AQUILA – “Dando il consenso alla consultazione, permetti ai professionisti sanitari di offrirti cure tempestive e coordinate: un gesto semplice che fa la differenza. Fascicolo Sanitario Elettronico. Con te, per la tua salute”.

Questo il messaggio e il claim, rivolto a tutti i cittadini italiani, nella nuova campagna di comunicazione del Ministero della Salute, lanciato in questi giorni su televisioni, radio e social, in vista della data cruciale del 30 marzo entro la quale il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) dovrà entrare a regime, in modo uniforme e coordinato, su scala nazionale, secondo il cronoprogramma dettato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che ha destinato a questa finalità ben 1,3 miliardi di euro.

L’obiettivo è quello di promuovere il pieno utilizzo di una piattaforma digitale che raccoglie la storia clinica dei cittadini e rende disponibili fino a ventuno tipologie di documenti, tra cui referti di laboratorio e radiologia, lettere di dimissione, verbali di pronto soccorso, prescrizioni, esenzioni e dati vaccinali, garantendo l’interscambio delle informazioni sempre aggiornate e consultabile su tutto il territorio nazionale dai medici, con immessi vantaggi per la qualità, le tempistiche e affidabilità delle prestazioni, anche quelle salva vita e in caso di emergenze.

L’operatività del sistema è però condizionato dal consenso dei cittadini all’effettivo accesso ai loro dati clinici, come previsto dalla normativa sulla privacy.

Ed è questo il vero tallone d’Achille di questa svolta epocale per la sanità italiana: come già riferito da Abruzzoweb, (QUI IL LINK) in base ai dati del Ministero aggiornati a fine settembre, i più recenti, solo il 44% dei cittadini ha espresso il consenso, senza il quale il Fascicolo sanitario elettronico, che comunque dal 2020 si alimenta automaticamente, di fatto diventa un arma spuntata.

E la situazione è particolarmente grave in Abruzzo, dove la percentuale è appena del 2%, uno dei dati peggiori del Paese. Al contrario è già al 98% la media italiana dell’utilizzo da parte di medici di medicina generale (Mmg) e pediatri di libera scelta (Pls) con l’Abruzzo in questo caso in linea.

Utile dunque fare chiarezza sul nodo del consenso.

Quando il cittadino accede al suo fascicolo per la prima volta, tramite spid, viene chiesto di rilasciare i due consensi: alla consultazione del Fse e alla consegna on line dei referti.

Il consenso alla consultazione del Fse è necessaria al professionista sanitario che interviene nel percorso assistenziale, per accedere a dati e documenti comunque presenti, visto che a prescindere dal consenso il Fse viene implementato dal 2020 in automatico.

Ma i dati, senza il consenso, appunto sono visibili solo al cittadino e al medico che ha generato il singolo documento.

Questo significa che durante una visita, un altro medico non può consultare i precedenti clinici per formulare una diagnosi accurata e tempestiva. E ad avere un ruolo, nel basso tasso di consenso, sono anche ragioni culturali, di diffidenza, di eccessiva propensione alla riservatezza.

Eppure anche dando il consenso, ci sono strumenti, in base alla normativa più recente, per garantire in ogni modo la privacy, utilizzando un parziale “oscuramento”, ovvero di una o più schede cliniche, con un semplice click.  Ad esempio relativamente a singole patologie pregresse, come un cancro, o anche relativamente ad una interruzione di gravidanza, o altre informazioni cliniche “delicate” che il cittadino legittimamente non vuole che vengano conosciute e che restino dell’alveo della riservatezza.

Occorre anche sapere che una volta dato il consenso, esso può essere revocato in ogni momento, senza dover dare giustificazioni: è sufficiente entrare nel portale e modificare le impostazioni nella sezione privacy e questa revoca ha un effetto immediato.

Il decreto ministeriale del 7 settembre 2023 stabilisce poi che se un paziente arriva in pronto soccorso e non è in grado di comunicare, i medici possono comunque accedere a una versione ridotta del fascicolo, il Profilo sintetico sanitario, che contiene informazioni fondamentali come le allergie note, le patologie croniche, le terapie farmacologiche in corso. Il Profilo sintetico sanitario dovrà essere compilato e aggiornato per tutti i cittadini pazienti entro il 30 marzo dai rispettivi medici di medicina generale.

La seconda tipologia di consenso è poi quella che evita l’obbligo di ritiro dei referti cartacei, utilizzando la consegna sostitutiva on line. Rilasciando questo consenso, il referto presente sul Fascicolo avrà valore effettivo, e il cittadino non sarà più tenuto a recarsi personalmente presso la struttura sanitaria per il ritiro del referto cartaceo, realizzando tra l’altro un significativo risparmio di tempo. Filippo Tronca