FARA SAN MARTINO – Gli oltre 180 comuni membri dell’Associazione Borghi Autentici d’Italia si riuniranno dal 3 al 5 agosto 2012 a Fara San Martino (Chieti) per la quinta Festa Nazionale Bai, il momento clou di una recente e sempre crescente fase evolutiva.

“In questi ultimi anni – dice il segretario generale Maurizio Capelli – l’Associazione è cresciuta molto e siamo certi che a fine 2012 i territori e le comunità aderenti saranno almeno 200”.

I progetti sviluppati per e nei territori sono moltissimi, così come i momenti locali e regionali di incontro e discussione fra amministratori e cittadini.

Borghi Autentici è ormai una importante realtà del panorama politico e istituzionale italiano, e la Festa Nazionale la manifestazione che per tre giorni consente di apprezzarne appieno l’impegno e lo spirito. Oltre  a permettere a chiunque di immergersi nelle atmosfere, nei sapori e nel tessuto della località abruzzese e del Parco della Majella, sarà possibile partecipare alle tavole rotonde e agli incontri pubblici sui temi più stringenti dell’Associazione, assaggiare i prodotti dei comuni Bai della Penisola, dalla Calabria al Friuli, e farsi coinvolgere dai concerti e dallo spirito che ogni anno lega tutti i partecipanti. 

Sarà una grande festa, imbevuta del desiderio di raccontare nel modo migliore possibile le anime e le risorse della rete dell’Associazione, che si sono arricchite anche delle potenzialità del web, attraverso il portale, i social media e BaiBlog.

I pilastri fondamentali rimangono comunque il contatto umano e l’impegno sancito dal Manifesto approvato nell’aprile 2011, incardinato come sempre su alcuni grandi temi, molto concreti: un nuovo modello di sviluppo, fondato sulla cooperazione, e su forme di econonomia che valorizzino l’enorme patrimonio umano, economico, storico e culturale dei piccoli comuni che punteggiano e rendono unico il nostro Paese.

A breve sarà disponibile il programma ufficiale della festa, che andrà comunque sotto il segno di una utopia concreta: la ricerca di una felicità non fondata sulla finanza, ma su un’economia reale, che parta dalle necessità di cittadini consapevoli e autentici.

Com’è nella tradizione dell’Italia e come potrebbe e potrà essere nel suo futuro.