CHIETI – “L’equiparazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso e il matrimonio tra persone etero, è l’arma usata per spianare la strada alle adozioni alle coppie gay e all’utero in affitto, quest’ultima una barbarie come il traffico di organi”.

Parole durissime, quelle del sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, di ritorno dal Family Day al Circo Massimo di Roma, giudicato “impressionante per numero di presenze”, per una manifestazione contro l’approvazione del Ddl Cirinnà, che ha visto proprio Di Primio a capo dei sindaci italiani schierati contro il ddl nella sua veste di vice presidente nazionale dell’Anci. 

“Oggi nella capitale – afferma Di Primio – eravamo tantissimi per dare il nostro appoggio alla famiglia, a ciò che è sancito nella nostra Costituzione. Difendere la famiglia tra persone di sesso diverso non vuol dire essere contro, chi ci accusa di essere reazionari, pericolosi, non ha capito assolutamente niente. Anche perché, ribadisco che le unioni civili siano sacrosante, ma non possono essere paragonate al matrimonio che è alla base della famiglia naturale e giuridica”.

“I bambini – prosegue il primo cittadino – hanno il diritto di avere una mamma e un papà, non due papà o due mamme, perché questo significa andare contro natura e soprattutto permettere a una barbarie come l’utero in affitto di non essere più illegale. Un figlio non è un prodotto in vendita, le adozioni vanno consentite alle coppie composte da un uomo e una donna. E poi, attenzione al fattore denaro: con le adozioni alle coppie gay e con l’utero in affitto, si imporrà definitivamente la logica del mercato, cioè chi ha tanti soldi può permettersi di comprare un figlio”.

Di Primio aggiunge poi che la manifestazione del Circo Massimo “non può essere ignorata dal governo. Oggi da Roma è partito un segnale chiarissimo”. 

A chi obietta che la querelle tra chi è a favore e chi è contro e dice che la prima istanza da difendere è quella della possibilità economica per poter mettere su famiglia e crescere i figli, Di Primio risponde che “è ovvio che la questione del lavoro ha la sua enorme importanza, ma non si può fare finta di nulla di fronte a un rischiosissimo cambiamento sulla famiglia naturale e giuridica. Io da sindaco vivo ogni settimana il dramma delle persone che restano senza occupazione, senza sostentamento”. 

“Dunque, portiamo avanti le battaglie per il lavoro, ma allo stesso tempo difendiamo la vera famiglia. Se un milionario come ad esempio l’artista Elton John può comprarsi tutti i figli che vuole anche se è gay dichiarato, poi lo imiteranno gli altri ricchi in giro per il mondo. Ecco, io questa deriva non la voglio”. Roberto Santilli