PESCARA – “I giudici del tribunale per i minorenni dell’Aquila hanno inventato il reato di speranza. Contestano a una madre il fatto stesso di augurarsi di poter riavere presto i propri figli con sé”.
Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervistato dal quotidiano Il Centro sul contestato invito rivolto alla ‘famiglia del bosco’ per il prossimo mercoledì 25 marzo.
E stamattina, al tribunale per i minorenni dell’Aquila, sono attesi gli ispettori inviati dal ministro Carlo Nordio nel tentativo di “arrivare a una definitiva conclusione di questa vicenda”, come ha detto lo stesso Guardasigilli una settimana fa
Tornando sulle polemiche che hanno accompagnato la notizia, il presidente ha spiegato che “è vero che mi era stato prospettato anche questo mercoledì, ma la cosa è sganciata dal referendum, perché io questo incontro l’avevo promosso da tempo”.
“La sinistra – sono le sue parole – è impaurita di vedere questo tema portato all’attenzione generale”.
“La verità è che, in nome del No, qualcuno è pronto a giustificare qualunque sentenza – aggiunge La Russa -. Ciò che mi ha stupito è questa difesa senza entrare nel merito di un provvedimento. Che questo sia strumentale è evidente”.
Per il presidente del Senato l’ordinanza del tribunale dei minorenni dell’Aquila, dove oggi sono attesi gli ispettori del ministero è sbagliato perché “hanno separato i bimbi dalla madre, dicendo che lei era incompatibile. Del padre, invece, parlano benissimo. A questo punto, mi chiedo: perché non affidarli fin da subito al padre, visto che con lui, per stessa ammissione dei giudici, i bambini hanno un rapporto bellissimo? Trovo incomprensibile questo provvedimento”.
Parlando, infine, dell’incontro che terrà a Palazzo Madama il 25 marzo, La Russa anticipa che darà “vicinanza” e “solidarietà” alla famiglia invitandoli “a cercare qualunque via di uscita senza irrigidirsi in posizioni prevenute”.
“Ricorderò che – conclude-, se ritengono che la cosa più importante sia riabbracciare e tenere i loro figli, dovranno andare in questa direzione. Dimostrerò grande solidarietà, per quel poco che posso rappresentare. E se ne facciano una ragione”.




