L’AQUILA  – “È urgente un riavvicinamento anche per evitare che i piccoli vivano la distanza come una punizione”.

Come rivelato dal quotidiano Il Centro lo scrive a chiare lettere il reparto di Neuropsichiatria infantile della Asl Lanciano Vasto Chieti, in un nuovo capitolo dell’estenuante vicenda della famiglia nel bosco che viveva in un casale di Palmoli, in provincia di Chieti e dei tre bambini portati via a novembre dai genitori Catherine Birmingham e Nathan Trevallion e collocati ora in una casa famiglia a Vasto

Il documento della Asl è parte dell’istanza che l’avvocato Simone Pillon, che difende Birmingham e Trevallion ha ha depositato ieri al tribunale per i minorenni dell’Aquila per ottenere il ricongiungimento.

I tre figli  il 29 e 30 giugno sosterranno intanto gli esami per l’iscrizione all’anno scolastico successivo all’istituto di Palmoli. Si tratta di un passaggio necessario anche se proseguiranno l’educazione parentale.

I giudici del Tribunale dei minorenni dell’Aquila avevano revocato temporaneamente la potestà genitoriale rilevando che i tre figli di Catherine e Nathan vivevano in un casolare privo di elettricità e acqua corrente, un ambiente non adatto in termine di igiene e sicurezza, e non erano adeguatamente socializzati e scolarizzati. I bambini non erano mai entrati in una classe. Condividevano le giornate con gli animali nel terreno che avevano nel bosco di Palmoli. E secondo i racconti delle tutrici che li hanno conosciuti in quei giorni, pur essendo nati in Italia non parlavano fluentemente la lingua.

Da inizio aprile intanto la coppia anglo australiana ha avuto dal Comune a disposizione gratuitamente una abitazione, ritenuto idoneo anche in funzione di un possibile ricongiungimento, seppur sotto la supervisione dei servizi sociali. A fine maggio è stato depositato dall’architetto Maria Mascarucci il progetto per la ristrutturazione e il recupero del casolare agricolo. Come ha spiegato l’avvocato Pillon, “si tratta di un edificio in linea con le più aggiornate tecnologie green e le normative ecologiche europee. Trattandosi di strutture in larga parte prefabbricate, è prevedibile una durata dei lavori di circa 6 mesi dalla concessione del permesso. Fino ad allora la famiglia continuerà a risiedere nell’immobile di Palmoli messo provvisoriamente a disposizione dal Comune. Si auspica che tutto questo contribuisca a dimostrare la serietà di intenti della coppia e a favorire il rientro dei minori in tempi brevi”.

Si legge dunque nel documento della Asl: “si ribadisce quanto sia fondamentale per il benessere e la crescita dei bambini un immediato ricongiungimento, affinché possa essere ripristinata una consuetudine familiare ed emotiva anche propedeutica all’accettazione e all’avvio del percorso didattico dei piccoli”.

E ancora, “È necessario che tale riavvicinamento avvenga in tempi congrui e anticipati rispetto all’inizio del percorso di istruzione al fine di consentire ai bambini l’avvio di una routine familiare conciliante tra le vecchie e nuove abitudini ed esigenze, che restituisca loro la libertà degli affetti e consenta così di accettare una strutturazione quotidiana modulata anche sulle esigenze didattiche e relazionali”.