LANCIANO – Sulla repentina chiusura dello stabilimento Faist Spa di Lanciano, sgomberato venerdì 7 febbraio, il segretario nazionale Fim Cisl Raffaele Apetino ha chiesto un incontro urgente al ministero dello Sviluppo Economico in merito alla procedura di licenziamento dei 16 dipendenti.
L’azienda, che ha lavorato per l’indotto dell’ex Honeywell, ha trasferito nella sede di Montone (Perugia) i macchinari per la produzione dei sensori per le turbine di auto e veicoli commerciali.
Sulla vertenza in atto la segreteria regionale Fim-Cisl Abruzzo ha ufficializzato oggi di aver dato mandato al proprio legale, avvocato Pierpaolo Andreoni, di tutelare i diritti sindacali e dei lavoratori.
“Nei prossimi giorni- precisa una nota Fim – saranno avviate le procedure tese ad accertare, nelle competenti sedi giudiziarie, le violazioni di legge e contrattuali e a far avviare procedure di controllo da parte degli organi deputati amministrativi, fermo restando le azioni che verranno proposte a tutela del buon diritto dei lavoratori”.
Il sindacato Fim invita inoltre le forze politiche e la comunità sociale a partecipare all’incontro fissato al 17 febbraio, ore 15, nella sede di Confindustria Chieti-Pescara in Val di Sangro.
Lo stesso sindacato auspica “una decisa e netta presa di posizione da parte delle Autorità locali e regionali e dell’assessorato delle Attività produttive della Regione Abruzzo”.





