L’AQUILA – Cambia di colpo colore uno dei palazzi simbolo del centro storico dell’Aquila in ricostruzione post-terremoto 2009, la storica sede centrale della Cassa di risparmio, assorbita dalla Bper nel 2013, imponente commessa da 12 milioni di euro tra negozi, uffici e appartamenti.
In queste settimane, infatti, l’impattante facciata di colore rosa che aveva fatto capolino nei mesi scorsi è stata sostituita da una più rassicurante verniciatura bianca nella parte superiore, mentre restano ancora ricoperti dai ponteggi i portici sottostanti.
Secondo quanto appreso da AbruzzoWeb da fonti vicine ai proprietari, il brusco e inatteso cambiamento è avvenuto dopo che era stato concordato con il Comune il colore della facciata e delle pareti laterali, queste invece almeno per ora rimaste rosa.
Pur essendo stato informato della tinta anche un architetto della Soprintendenza speciale per il “cratere”, sarebbe stato il vertice stesso della struttura a bocciare il rosa, ritenuto scollegato rispetto alla storia architettonica degli immobili vicini, la Camera di Commercio a destra e palazzo Federici a sinistra, imponendo di rifarlo.
Il palazzo Carispaq non è vincolato ma, sempre da quanto appreso, gli uffici dei Beni culturali rivendicano una sorta di potere di vigilanza con diritto di veto alle scelte più delicate per tutto il corso principale aquilano.
Adducendo, quindi, la necessità di richiamare il colore della pietra come quella dei palazzi vicini, le formelle rosa in muratura, apprezzate da molti, con una spesa di 20 mila euro sono state sottoposte a una nuova pittura dalla ditta che sta eseguendo i lavori, la teramana Cingoli, in associazione con l’aquilana Vibrocementi.
I proprietari rilevano che questo balzello non rientra nel contributo e si dovrà scavare nelle pieghe per trovare i fondi facendo economie su altri lavori.
Il “precedente” ha creato un clima di attesa: a questo punto, per evitare altre precipitose marce indietro, è stata, infatti, bloccata anche la tinteggiatura dell’interno dei portici: sarà la soprintendenza a dover dire, per iscritto, quali colori utilizzare.
Il sogno di riscoprire tutta la facciata entro l’estate, alla luce di questi impacci, sembra rimandato a inizio autunno.
“Il colore scelto era frutto di un accertamento approfondito, frutto perfino di carotaggi per vedere quale fosse la gradazione in profondità, è un peccato perché era piaciuto a molti”, concludono i proprietari.



