L’AQUILA – “Un giorno realizzi il sogno americano, il giorno dopo ti crolla il mondo addosso. Questa storia mi ha sconvolto, una Nazione forte non lo avrebbe mai permesso”.
A parlare è Rocco Siffredi, celebre attore, produttore regista di film hard che, proprio in questi giorni, ha lanciato un appello sui social con un video affinché si faccia finalmente luce sulla vicenda di Enrico “Chico” Forti, oggi 60enne, produttore trentino residente da decenni negli Usa, chiuso in carcere a Miami dove, dal 2000, sta scontando una condanna all’ergastolo dopo essere stato accusato dell’omicidio di un uomo, Dale Pike, avvenuto nel 1998. Da allora Forti si è sempre dichiarato innocente e non ha mai smesso di lottare per chiedere giustizia, per chiedere rispetto dei suoi diritti civili.
“La prima volta l’ho visto da Mike Bongiorno“, ricorda l’abruzzese Rocco Siffredi facendo riferimento al programma TeleMike, di cui Forti è stato vincitore.
Forti, campione di windsurf, dopo successi nello sport aveva cercato fortuna trasferendosi a Miami. Qui è diventato imprenditore e produttore televisivo. Tutto è cominciato quando Dale Pike, figlio di Anthony Pike, dal quale Forti Stava acquistando il Pikes Hotel, a Ibiza, venne trovato assassinato sulla spiaggia di Sewer Beach, a Miami. Così l’italiano venne accusato di essere l’autore dell’omicidio e, nel 2000, arrivò la condanna all’ergastolo.
“Ricordo perfettamente quel momento – dice Siffredi – sono in America e vedo succedere il caos, mi dico ‘non può essere stato lui’. Con il tempo ho accantonato la vicenda fino a quando, profondamente stupito, guardando il programma Le Iene mi sono reso conto che la sua agonia stava durando da vent’anni. Mi sono chiesto, è mai possibile che nulla sia stato fatto?”.
“Ho cominciato a documentarmi e ho capito che è caduto in una trappola. La sua storia si intreccia, più o meno casualmente con l’omicidio Versace di cui, secondo molti, aveva scoperto più di quanto avrebbe dovuto”. Il riferimento è alla mattina del 15 luglio del 1997 quando Gianni Versace, uno degli stilisti che più ha rivoluzionato il mondo della moda, venne ucciso davanti casa a Miami Beach, mentre rientrava da una passeggiata. A sparare fu, secondo quanto ricostruito, Andrew Cunanan, un serial killer che nei tre mesi precedenti aveva ammazzato altre tre persone.
Chico Forti, che si era particolarmente interessato dell’omicidio, realizzò addirittura un documentario sul caso. “In questi anni sono state fatte tante ipotesi – continua Siffredi – E tra le tante credo che questa sia una strada da non tralasciare. La concomitanza degli eventi e il suo interessamento per un’altra storia, ancora dai risvolti torbidi, rappresentano quantomeno una bizzarra coincidenza visto che sull’operato della polizia sono stati avanzati diversi dubbi”.
Siffredi ha così deciso di non dimenticare un suo connazionale che da vent’anni lotta da solo, sostenuto dagli affetti più stretti e dagli amici che hanno dato anche vita ad un’associazione con la qule l’attore è entrato in contatto.
“E’ incredibile quanto forza d’animo ci sia dietro le persone che non lo hanno mai abbandonato, in primis la mamma. Il papà invece alla fine è morto di crepacuore. La cosa ancora più incredibile è con quanta forza e con quanto coraggio lui continui a proclamarsi innocente. Dopo vent’anni avrebbe anche potuto gettare la spugna e invece non l’ha mai fatto. Ha continuato a difendersi nonostante, forse, sarebbe stato anche più facile ‘arrendersi’. E poi, mi preme sottolineare, se anche avesse avuto un qualche ruolo in questo omicidio, avrebbe già scontato i vent’anni più duri della sua vita. Ecco perché continuo fortemente a credere nella sua totale innocenza”.
E nel video, pubblicato proprio nei giorni di Natale, Siffredi fa un appello al Governo italiano, guidato dal premier Giuseppe Conte e a Rocco Casalino: “È una persona influente, consigliere di Giuseppe Conte. Rocco mi hai chiamato dopo due anni che sei uscito dal Grande Fratello, mi ha chiesto un consiglio e io te l’ho dato. Oggi io ti chiedo col cuore, tu insieme a Beppe Grillo, voi potete fare qualcosa per Chico che ha assolutamente bisogno di tornare a casa. Mi raccomando, è l’ultima chance di riportare Chico a casa. Scrivete al governatore della Florida che ha origini abruzzesi, Ron De Santis, viene dalla mia regione, gente che crede ancora ai valori. Rocco mi fido di te”.
Siffredi intanto ha già ricevuto qualche rassicurazione dai familiari di Forti: “Dopo vent’anni, per la prima volta, qualcosa si sta muovendo. Nel corso degli anni si sono avvicendati diversi Governi ed è assurdo che non sia stato fatto nulla e si sia arrivati a questo punto. Chico Forti in questo arco di tempo non ha potuto vedere crescere i figli – uno è nato lo stesso anno di mio figlio, particamente non lo ha mai visto – è stato costretto a privarsi dell’affetto dei suoi cari, solo, lontano dal suo Paese. E’ davvero inconcepibile. Senza cercare parallelismi troppo complicati, basti penare all’omicidio di Meredith Kercher, a come Amanda Knox, alle spalle, avesse gli Stati Uniti durante il processo. Oggi, addirittura, malgrado rimangano ancora molti punti oscuri, è diventata addirittura una ‘star'”.
E agli inizi dicembre, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, durante una conferenza alla Camera del M5S, ha annunciato che il Governo chiederà la grazia agli Stati Uniti per Chico Forti. “Un Paese serio avrebbe dovuto farlo prima. Riconosco il merito a questo Governo ma davvero mi chiedo come si sia potuti arrivare a questo punto e perché, fino ad oggi, nessuno abbia mosso un dito”.
“Il carcere è quanto di più lontano possa concepire – spiega Rocco Siffredi – Perché immagino sia già un’esperienza devastante per chi si macchia realmente di un qualche reato e non oso immaginare come si possa superare da innocenti. Per questo, una volta di più, mi stupisco dell’incredibile forza di Chico che, non solo continua a sopportare tutto questo, ma continua anche a lottare dalla cella per la sua innocenza”.
“Per me la libertà è tutto. Quando ho cominciato a fare questo mestiere – confessa – l’ho fatto proprio per questo smisurato amore della libertà che, insieme a quello per la figa, mi ha permesso davvero di non dover sottostare a dettami e regole troppo stringenti. In galera potrei finirci solo per i miei figli. Ecco perché questa storia mi ha così violentemente sconvolto. Ho visto un giovane fare fortuna, cercare una strada, fare successo e realizzare il sogno americano e poi, da un momento all’altro, vedere tutto andare all’aria, con la sua vita e quella dei familiari completamente sconvolte”.
“Potrebbe capitare a chiunque – continua Siffredi – ed è anche per questo che chiedo a tutti di lottare. Non possiamo continuare ad interessarci di alcuni problemi solo quando capitano a noi, dobbiamo sempre lottare per una giusta causa, anche se non riguarda noi in prima persona”.
Da qui nasce l’idea del video e dell’appello rivolto anche ad altri personaggi del mondo dello spettacolo e della politica, che Siffredi ha personalmente contattato: “Per ora all’appello ha risposto solo l’ex senatore Antonio Razzi – dice Siffredi – Ma non escludo che nei prossimi giorni possano uscire altri video. In molti non conoscevano neanche la storia e questo mi ha fatto ancora più riflettere su quanto poco si sia lavorato per fare luce”.
Siffredi, che ha davvero preso a cuore la vicenda, giura che continuerà a fare tutto il possibile affinché venga fatta giustizia: “nel mio piccolo, ho chiesto cosa potessi fare e mi è stato risposto che intanto continuare a parlarne, a non dimenticare, a fare pressione sul Governo e coinvolgere più persone possibili è fondamentale. Per questo rivolgo un appello a tutti: facciamo in modo che Chico torni a casa”.
Il link del video
https://www.instagram.com/tv/B6df27tJEjG/?igshid=6peb8efb2vbu






