PESCARA – La Guardia di finanza ha eseguito 13 misure cautelari, di cui 5 in carcere e 8 ai domiciliari, per una maxi evasione internazionale da 90 milioni di euro.
Le Fiamme gialle di Pescara hanno accertato un giro di fatture false per 30 milioni di euro. Coinvolte molte società che operano nel mondo del trasporto aereo sia italiane che estere, fittiazamente residenti in zone franche.
Nell’operazione, denominata “Flying money”, oltre agli arresti sono stati eseguiti sequestri di immobili, quote societarie, uno yacht e saldi attivi su conti correnti per quasi 12 milioni di euro.
Tra gli arrestati, l’imprenditore abruzzese Giuseppe Spadaccini, ritenuto dalle Fiamme Gialle il promotore di tutta l’operazione illecita, consistente sostanzialmente nella creazione all’estero di false compagini societarie.
Tutte le società fittiziamente create sono ubicate in Portogallo, nella isola di Madeira, e avevano una serie di contatti con società abruzzesi legate al mondo del trasporto aereo.
Tre cittadini residenti a Madeira sono stati colpiti da mandato di arresto europeo in corso di esecuzione attraverso l’Interpol e con il supporto di Eurojust. È ricercato, invece, un cittadino canadese.
La conferenza stampa sull’operazione si terrà alle ore 12 presso la Caserma “Angelini”. Sarà presente il comandante regionale Abruzzo, Nunzio Ferla.
I NOMI DEGLI ARRESTATI
Oltre a Giuseppe Spadaccini, gli ordini di custodia cautelare in carcere riguardano: Francesco Valentini, avvocato, di 44 anni, Dina Rodrigues (35) Maria Tereza Correira Trindade (37), Roger Boutin (62).
Valentini, Rodrigues e Correira Trindade risiedono a Madeira e nei loro confronti è stato avviato l’iter per il mandato d’arresto europeo. Boutin, residente in Canada, è ricercato.
Per le altre persone coinvolte sono stati disposti gli arresti domiciliari: Arcangela Savino (44), Leonardo Valenti (52), Angela Fabrizio (42), il notaio Massimo D’Ambrosio (59), Giacomo Obletter (53), Gianfranco Bucci (42), Dante Silvi (50) Giordano Senesi (65).
Le misure cautelari sono state emesse dal Gip del tribunale di Pescara Guido Campli su richiesta del Pm Mirvana Di Serio.
GIUSEPPE SPADACCINI, L’ACCUSATO NUMERO UNO
Giuseppe Spadaccini è accusato di aver organizzato la maxi evasione, “attraverso una fitta rete di società italiane e portoghesi” che, fra il 1999 e il 2008 avrebbero emesso e utilizzato fatture per operazioni inesistenti.
Spadaccini è presidente di Aeroservices Group, a cui fanno capo diverse società del trasporto aereo e che, sul suo sito internet, si presenta come “una delle più importanti holding dell’industria aeronautica europea”.
Ha basi a Ciampino (Roma) e Pescara e in altre 9 città italiane. Il gruppo è composto da quattro società: Sorem, Itali Airlines, SAN e Air Columbia. La Sorem, creata nel 1959 e acquisita da Spadaccini nel 1992, si occupa di antincendio, tutela ambientale, pattugliamento marittimo, controllo del territorio.
Gestisce una flotta di 19 Canadair CL415, proprietà del Dipartimento della Protezione Civile nazionale, ed è proprietaria di 8 Canadair CL215 utilizzati per contratti di supporto a terzi.
La compagnia Itali Airlines offre voli di linea, voli charter per destinazioni a medio raggio, voli executive e cargo. La SAN, società di manutenzione aerea, con hangar negli scali di Roma-Ciampino, Lamezia Terme, Brindisi, Olbia e Forlì.
Infine, Air Columbia che nel 2008 siglò un accordo di cooperazione nel campo della formazione di tecnici manutentori con Lufthansa Technical Training, iniziativa sostenuta anche dalla Regione Abruzzo.
IL RUOLO DEGLI ARRESTATI
Il notaio pescarese Massimo D’Ambrosio viene ritenuto dagli inquirenti “complice a tutti gli effetti di Spadaccini”, colui che stipulava tutti i rogiti e “si prestava a riciclaggio di denaro”.
Tra i nomi noti quelli di Leonardo Valenti, in passato amministratore delegato del pastificio Del Verde di Fara San Martino (Chieti), e il commercialista di Chieti, Giacomo Obletter.
Gli altri arrestati sono considerati tutti diretti collaboratori di Spadaccini, che è stato rinchiuso nel carcere romano di Regina Coeli.
Le indagini, hanno detto i finanzieri di Pescara, furono avviate nel settembre 2007.
I SINDACATI A GOVERNO: “TUTELARE DIPENDENTI DI SPADACCINI”
“Si aggrava ancora di più la preoccupazione dei lavoratori che da agosto, pur garantendo il servizio, non percepiscono il salario”.
Lo denunciano, in una lettera indirizzata al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e al sottosegretario alla Protezione civile, Guido Bertolaso, le segreterie nazionali e regionali del trasporto aereo di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, in merito all’arresto di Giuseppe Spadaccini, proprietario delle due società Soren e San, destinatarie di un appalto della Protezione Civile per lo spegnimento di incendi boschivi attraverso l’utilizzo di Canadair.
Secondo quanto scrivono le organizzazioni sindacali di categoria, “la vertenza in atto acquista, alla luce dei nuovi eventi, un risvolto ancora più delicato e senz’altro mostra ancora di più la necessità di intervento qualificato e risolutore che soltanto dalle istituzioni in indirizzo può venire”.
“Da parte nostra – scrivono i sindacati – per chiarire, ove mai sia necessario, dove risiedono le responsabilità di un servizio che, malgrado la buona volontà dei lavoratori, procede a singhiozzi per le carenze di mezzi e strumenti dovuti al dissesto economico, ci rendiamo disponibili immediatamente a un incontro, garantendo fin da ora i servizi necessari per svolgere le emergenze che si dovessero presentare”.






