ROMA –  “Dicono che ormai le campagne elettorali e la politica in generale si facciano soprattutto in rete e sui social, non per noi. Per noi si fanno ancora guardando le persone negli occhi perché quelle persone possano vedere se il nostro sguardo è sincero. Non rinunceremo mai alla piazza, perché è da dove siamo venuti. E sarà qui che torneremo, in piazza in mezzo alla gente”.

Così il premier Giorgia Meloni a Piazza del Popolo per la chiusura della campagna elettorale per le europee con lo slogan della leader Fdi a campeggiare sul lungo palco allestito al centro di Roma: “Con Giorgia, l’Italia cambia l’Europa”.

Due giorni di lavori per completare la location, oltre 15 metri di pedana di colore blu e due maxischermi ai lati. La giornata è afosa, i gazebo distribuiscono bottigliette d’acqua oltre ai tradizionali cappellini e bandierine.

La premier è arrivata con la sorella Arianna e i rappresentanti del governo Gennaro Sangiuliano, Carlo Nordio, Francesco Lollobrigida, Giovanni Donzelli. Presente anche il presidente del Senato Ignazio La Russa.

In piazza la folla attende l’intervento del premier. Nel frattempo sul palco si sono alternati i candidati a sindaco.

“Grazie per esserci, col vostro allegro entusiasmo, il vostro ottimismo il vostro amore: questa piazza racconta anche la differenza che esiste tra noi e la
rabbia, la cattiveria dei nostri avversari più livorosi, promettetemi che saremo sempre così, che il nostro motore sarà sempre l’amore non l’odio, lavorare per e non contro, costruire e non distruggere”, ha aggiunto Meloni.

E ancora: “Il 25 settembre del 2022 assieme a milioni italiani abbiamo scritto la storia, abbiamo archiviato la lunga stagione dei governi tecnici e delle maggioranze arcobaleno, abbiamo dato all’Italia finalmente un governo legittimato dal voto popolare, sostenuto da una maggioranza ampia e coesa. Vorrei che mandaste da qui un abbraccio a Antonio Tajani e a Matteo Salvini, impegnato in una analoga manifestazione a Milano. Un governo con programma ambizioso da portare avanti con un orizzonte di legislatura”.