PESCARA – “La priorità assoluta in questo momento storico è quella di fermare l’escalation nel conflitto ucraino in corso, e la nostra è sostanzialmente la lista di chi la pensa come Papa Francesco. Ovvero stop all’invio di armi, cessate il fuoco, no all’aumento della spesa militare. E voglio ricordare che in Europa è stato concordato una risoluzione che prevede 10 anni di guerra con la Russia, sempre che non ci sarà prima la terza guerra mondiale e non arriveremo alle bombe nucleari”.
Lo afferma nell’intervista ad Abruzzoweb il pescarese Maurizio Acerbo, ex parlamentare ed ex consigliere regionale, segretario nazionale di Rifondazione comunista, candidato assieme agli aquilani Ilaria Leonardis, commercialista, e Paolo Della Ventura ambasciatore del patto europeo per il clima, nella lista Pace Terra e Dignità, lanciata dal giornalista Michele Santoro, alle europee dell’8 e 9 giugno.
“Non vogliamo che sia l’industria delle armi a diventare il pilastro della politica europea – prosegue Acerbo -, questo lo pagheremo noi popoli in termini di tagli della sanità, della scuola, delle politiche per l’occupazione, dell’ambiente e dei servizi sociali”.
Alla domanda “Ma se invece è la Russia a non volere la pace per portare avanti una politica di conquista ed espansione, che potrebbe non fermarsi all’Ucraina?”, la risposta di Acerbo è perentoria: “Scemenze: già Gorbaciov nel 2019 già metteva in guardia sull’ espansione della Nato ad est, e sulla militarizzazione da parte degli Stati Uniti del confronto con le altre potenze mondiali. E’ fuori dubbio che l’invasione dell’Ucraina va condannata, è evidente che era in corso una guerra civile almeno del 2014, ma il compito dell’Europa e dell’Italia doveva essere quello di gettare acqua, e non benzina sul fuoco, al seguito degli Stati Uniti. Io voglio ricordare che in passato la posizione ufficiale dell’Italia, rispetto all’Ucraina, che era anche la nostra, era la difesa della sua indipendenza, ci mancherebbe altro, ma anche il no all’ingresso dell’Ucraina nella Nato perché l’allargamento a est della Nato, che non è una potenza di pace, ma la più grande potenza aggressiva e militare del mondo, avrebbe portato ad una inevitabile risposta russa”.
Quindi, prosegue Acerbo, “c’è da domandarsi perché si sia andati così avanti nello scontro, e le cose sono abbastanza chiare da questo punto di vista: lo stesso Jens Stoltenberg, a nome della Nato, ha detto che Putin gli aveva scritto dicendo che ‘se ci garantite che l’Ucraina non entrerà nella Nato noi non facciamo la guerra’. Io domando perché non sono state date queste garanzie. Vorrei ricordare che nel 1962 gli Stati Uniti, tra l’altro guidati da un uomo illuminato, come John Fitzgerald Kennedy, minacciarono la guerra nucleare per l’installazione delle basi russe a Cuba”.
Conclude Acerbo: “ora noi dobbiamo fermare la guerra, non si tratta di tifare per la Nato e gli Stati Uniti, oppure per la Russia, ma stare dalla parte di centinaia di migliaia di giovani ucraini e russi che sono morti finora in un conflitto insensato, che poteva essere affrontato e va affrontato con gli strumenti del diritto internazionale. Prima che ci ritroveremo a dover mandare anche noi le truppe al fronte perché sono finiti gli ucraini, e questo è un rischio concreto”.





