ROMA – Maxi-sequestro di oltre 600 piattaforme dedite allo streaming illegale delle partite di calcio da parte del Nucleo speciale frodi tecnologiche della GdF in occasione della competizione Uefa Euro 2020. L’operazione ha consentito pure l’identificazione dei clienti delle piattaforme che rischiano ora pesanti sanzioni.

L’attività di contrasto al fenomeno della pirateria audiovisiva attraverso la trasmissione non autorizzata su internet, la cosiddetta Iptv (Internet protocol television), ha avuto origine dalla Uefa che, in qualità di titolare dei diritti di trasmissione dell’evento, segnalava la proliferazione di portali dediti allo streaming illegale delle partite in prossimità dell’inizio della manifestazione calcistica.

Le attività preliminari – informa la nota della GdF – hanno riguardato “l’identificazione e l’accurato monitoraggio dei servizi e delle risorse Iptv e streaming illegali a partire dalla cerimonia inaugurale di Roma dello scorso 11 giugno. Veniva così smascherato un nuovo articolato sistema basato su piattaforme informatiche di ultima generazione, alimentate simultaneamente da numerose sorgenti ubicate in Europa e finalizzate alla trasformazione dei segnali audiovideo protetti da diritto d’autore in flussi dati poi redistribuiti in tutto il mondo”.

Singolare la circostanza che, interrogate le singole risorse informatiche, numerose restituissero sul browser il messaggio Xtream Codes Reborn che riporta alla nota piattaforma pirata smantellata nel 2019.