L’AQUILA – “Non c’è, ma potrebbe esserci” una nuova emergenza sulla legge elettorale abruzzese con la quale andare al votare il prossimo 25 maggio per il rinnovo del Consiglio regionale.
Lo conferma ad AbruzzoWeb Lorenzo Sospiri, presidente della commissione speciale per la Legge elettorale e per le modifiche e l’attuazione dello Statuto, che ha varato la riforma dell’anno scorso.
Nei prossimi 7 giorni, spiega Sospiri, si deciderà il da farsi e si imboccherà una strada tra votare con questa legge o cambiarla in corsa anche se, almeno sulla carta, non si può. Nel frattempo sono anche in corso consultazioni di esperti legali a opera del presidente del Consiglio, Nazario Pagano.
Questo giornale ha portato alla luce come, dopo la bocciatura del sistema elettorale noto come “Porcellum” da parte della Corte costituzionale, in particolare del premio di maggioranza che non prevede una soglia minima di consensi per essere assegnato, sia in pericolo anche la legge abruzzese che prevede caratteristiche simili.
“C’è una differenza tra le due leggi – ribatte Sospiri – e cioè che noi abruzzesi eleggiamo direttamente il presidente regione, mentre il presidente del Consiglio com’è noto viene incaricato dal presidente della Repubblica. Un presidente eletto si presuppone che abbia il diritto di governare e di avere una maggioranza”.
Il neo capogruppo di Forza Italia, carica che, si è scoperto, non è incompatibile con quella di presidente della commissione Statuto, ammette comunque che “si tratta di un aspetto controverso e stiamo approfondendo. La prossima settimana avremo un verdetto”, assicura.
A rendere pericoloso il cambiamento della legge a meno di un anno dall’ultima riforma di marzo 2013 è che si è entrati nel “semestre bianco”, il periodo della legislatura in cui, tra le altre cose, non si può cambiare la norma elettorale, forzando la mano.
“Non è forzarla – prosegue – Essendoci una sentenza della Consulta, che non potevamo prevedere e non era programmata, la riforma sarebbe una norma indifferibile e urgente, e quindi fattibile”.
Insomma, almeno sulla carta, le opzioni, votare senza toccare nulla o correggere la legge, sono entrambe valide. Ma quale prevarrà?
“È preponderante, ma è una mia opinione personale – premette – che l’elezione diretta sia una norma giuridica superiore a una sentenza con l’indicazione di una soglia di maggioranza. Il governatore viene scelto direttamente e ha il diritto di governare”.
Comunque, conclude Sospiri, “è aperto un confronto con il ministero dell’Interno. Il presidente Pagano ha consultato alcuni costituzionalisti e la prossima settimana certamente avremo un parere definitivo”.






