L’AQUILA – “Nel giro di un anno, massimo un anno e mezzo, l’Abruzzo avrà i rifiuti nelle strade al pari di Napoli. L’emergenza vera e propria è scoccata da tempo e il ‘campanile d’allarme di una grande cattedrale’ è Pescara”.
È il messaggio d’allerta lanciato dal capogruppo al Consiglio regionale del Partito democratico, Camillo D’Alessandro, nella conferenza stampa di questa mattina convocata “urgentemente”, nella sala biblioteche del palazzo dell’Emiciclo all’Aquila, per ufficializzare le richieste che il gruppo effettuerà martedì prossimo dopo aver ottenuto la convocazione di un Consiglio d’urgenza, previsto per le 15.
Per il capogruppo del Pd la “malagestione” abruzzese è da ricondurre al “modello Teramo” e la mancanza di un atto di programmazione non fa che avvicinare la questione alla soluzione straordinaria, a suo dire vero e proprio obiettivo del presidente della Regione, Gianni Chiodi, e dell’assessore all’Ambiente e alla Gestione dei rifiuti Mauro Di Dalmazio che potrebbero sin da subito attivare i 15 milioni di euro già disponibili per la causa. “A Pescara – spiega – non c’è più capienza e i rifiuti si voglio destinare a Casoni che non li vuole. Tutto nasce dal ‘modello Teramo’ caratterizzato da una malagestione. Nel territorio provinciale i rifiuti vanno a Cerratina e a Casoni”.
“Crediamo – continua – che Chiodi voglia l’emergenza per arrivare a delle soluzioni eccezionali come gli inceneritori. Occorre mettere in campo un nuovo modello di ‘governance’ perché ci sono delle responsabilità politiche e morali. Per i rifiuti sono disponibili 15 milioni di euro e dovrebbero essere utilizzati”.
Per prevenire le emergenze bisognerebbe analizzare al meglio la mappatura regionale abruzzese in cui sono presenti i vari siti, attualmente fermi o in uso, caratterizzati dalle informazioni sulle capienze.
Nota dolente anche la raccolta differenziata che, al momento, coinvolge soltanto 24 su 305 comuni, che hanno raggiunto una percentuale pari o maggiore al 60 per cento.
L’emergenza rifiuti dovrebbe, secondo il vice presidente del Consiglio regionale Giovanni D’Amico essere gestita con un patto di respiro regionale coadiuvato dai servizi dei territori. “La nostra richiesta – afferma – è quella di una ‘governance’ regionale integrata con i diversi servizi locali: acqua e energia. Qualora questa integrazione non avvenisse si rischierebbe di aggravare i problemi”.
La seduta straordinaria di martedì, per il consigliere Giuseppe Di Luca, dovrebbe restituire una fotografia dell’Abruzzo dei tre anni trascorsi della legislatura Chiodi. “Il centrodesta – sostiene – sta provincializzando il problema. Si sta verificando un ‘rimpallo’ di responsabilità a Chieti, Pescara e Teramo. Speriamo di ricevere una fotografia della nostra regione per conoscere lo stato dei siti, bonificati o meno, e l’eventuale ampliamento delle discariche. La sensazione è quella di un blocco”.
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