L’AQUILA – Acque agitate, anzi caos nell’Unione di centro abruzzese in vista delle elezioni politiche di febbraio.
Tutta colpa del braccio di ferro in atto a Roma dove è attesa entro oggi, come trapelato da ambienti nazionali, la decisione dei vertici della Vela se candidare capolista alla Camera il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, ex Vela e Mpa, ora leader del movimento L’Aquila città aperta, dato per sicuro fino a qualche giorno fa; oppure scegliere tra le fila della vecchia guardia, cioè uno tra il capogruppo all’Emiciclo, Antonio Menna, e il presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, che si è dimesso proprio per avere i requisiti della candidatura.
Si tratta di due vie assolutamente non funzionali tra loro: con l’aquilano si rischierebbe la scissione alla luce delle chiare affermazioni di Menna e Di Giuseppantonio che, davanti al leader nazionale, Pierferdinando Casini, sponsor di Gdm, al segretario, Lorenzo Cesa, e al presidente, Rocco Buttiglione, l’altro ieri hanno minacciato la scissione se verrà candidato De Matteis, non gradito anche perché, tra le altre cose, non iscritto al partito.
Da quanto si è appreso, c’è anche un nuovo aspetto che rende ancora più agitate e velenose le acque: al Senato, nella lista unica “Con Monti per l’Italia” che la vede protagonista l’Udc vuole candidare al secondo posto il consigliere regionale del Popolo della libertà e presidente della commissione Sanità, Nicolettà Verì, per la verità da anni sempre con il mal di pancia e un piede mezzo fuori dal Pdl.
Con la Verì, passerebbe il piano De Matteis, che Casini considera innovativo: la Verì era una delle presenze “straniere” insieme all’assessore regionale Paolo Gatti, anch’egli del Pdl ma ora capolista a Montecitorio per Fratelli d’Italia, al convegno organizzato da Gdm a Pescara, nel quale Casini in pratica ha investito il vice presidente vicario del Consiglio regionale come leader abruzzese del partito.
La Verì potrebbe ritrovarsi in Senato visto che il capolista, il ministro Enzo Moavero Milanesi, è candidato anche in altre circoscrizioni e potrebbe lasciarle il posto optando per un altro collegio regionale.
Ma in un partito già spaccato e alle prese con un’altra bufera interna, succedono anche casi singolari e per certi versi buffi, sempre conseguenza della guerra per le candidature.
Oggi alle 18 il comitato provinciale dell’Aquila dell’Udc si riunirà in due città diverse e non potrebbe esserci esempio migliore per spiegare quanto sia strappato il partito in Abruzzo.
Un gruppo si riunirà all’Aquila, chiamato dal coordinatore provinciale Morena Pasqualone. L’altro, invece, ad Avezzano (L’Aquila), alla corte di Vincenzo Retico, ex assessore provinciale poi depennato, dallo scorso gennaio presidente del partito.
La fazione aquilana si ricollega De Matteis, quella marsicana al consigliere di amministrazione Rai Rodolfo De Laurentiis, ex parlamentare, che ha puntato fino a due giorni fa alla candidatura alla Camera quando il partito gli ha comunicato che deve rimanere a viale Mazzini.
Un scelta che ha provocato la dura reazione di De Laurentiis che potrebbe sbattere la porta. Comunque, i due uomini politici sono da anni in totale disaccordo.
La convocazione alla stessa ora è un evidente sgarbo, ancora non si sa quale gruppo lo ha fatto all’altro, e appare altrettanto chiaro che dalla conta di oggi i due gruppi si peseranno, una valutazione che interessa anche a Roma.
L’unico momento di tregua c’è stato ieri sera quando Di Giuseppantonio era dato per favorito alla Camera grazie al passo indietro di Menna.
Il “contentino” per Menna sarebbe l’opportunità di un posto di prestigio nella prossima amministrazione regionale, qualora l’Udc confermasse l’alleanza con il centrosinistra e questa coalizione vincesse le elezioni contro Gianni Chiodi.
Ma la situazione è ancora molto fluida e altre puntate sono assicurate.





