TORTORETO – Centrodestra che resta prigioniero dei conflitti interni e dei troppi protagonismi, Pd che, a differenza di quello che avviene a livello nazionale, vira a sinistra, un Movimento 5 stelle determinato a fare l’exploit.

Questi i temi salienti delle prossime elezioni amministrative a Tortoreto (Teramo), 10 mila abitanti, Comune che, assieme a Martinsicuro, costituisce la sfida più importante, in termini numerici, in provincia di Teramo.

Dal 2009 il Comune è rimasto in mano a liste civiche di area centrodestra, prima con il sindaco Gino Monti, poi con Alessandra Richi, quest’ultima caduta, però, nel maggio 2016, vittima delle divisioni interne, con conseguente arrivo del commissario prefettizio.

Da quasi un anno hanno avanzato la loro candidatura nel campo del centrodestra Francesco Marconi, ex assessore provinciale, e lo stesso ex sindaco Monti. Nessuno dei due disposto a fare un passo indietro.

Una quadra sembrava essere stata trovata con la candidatura di Domenico Piccioni, sponsorizzata da da due pezzi da 90 del centrodestra teramano: Paolo Gatti, consigliere regionale di Forza Italia, e Paolo Tancredi, parlamentare di Alternativa popolare.

Poi il goffo dietrofront, a seguito dello stizzito niet di “Tortoreto Sempre”, la lista che ha fatto vincere le elezioni prima a Monti e poi alla Richi, e che ha definito la possibile candidatura di sintesi come una imposizione dell’alto, arrivando a parlare di “tragicomico teatrino della politica”.

Preso atto che la sua candidatura “non ha incontrato il gradimento di tutti e in particolar modo di coloro che parlavano di totale rinnovamento”, a quel punto Piccioni ha fatto un passo indietro e da allora si sono infittite le riunioni per poter arrivare a trovare una difficilissima composizione, insomma un candidato che stia bene a tutti. 

Si registrano tuttavia anche trattative tra esponenti di spicco del centrodestra con Domenico Di Matteo di Abruzzo civico, il movimento che fa riferimento al parlamentare Giulio Cesare Sottanelli e al coordinatore regionale Gianluca Pomante. Di Matteo sta lavorando a una lista centrista che, però, punterebbe volentieri a pescare consensi nel campo del centrodestra lacerato dalle divisioni.

Possibili candidati sindaco Renato Chicchirichì o Rosita Di Mizio, che fanno parte di quello stuolo di consiglieri che hanno fatto cadere il sindaco Richi.

Convinti di poter beneficiare delle divisioni che affliggono il centrosdestra, sono, dunque, il Pd e il Cinque stelle.

Il fronte dei dem si è ricompattato sull’avvocato Piero Di Nicola, unico partecipante e vincitore d’ufficio alle primarie andate deserte a gennaio.

Assessore ai tempi del sindaco Flaminio Lombi, Di Nicola ha stretto accordi non solo con centristi e socialisti, ma anche con il rinato Partito comunista italiano.

Ai nastri di partenza per vincere ci sono, però, anche i grillini che hanno scelto come candidato sindaco l’insegnante Riccardo Straccialini che, inaugurata la sede elettorale, sta già organizzando incontri sui dieci punti del programma.

Il Movimento 5 stelle al voto del 2014 ha ottenuto il 17,7 per cento, che è valso un posto in Consiglio per il giovane Luca Palanca.

C’è, infine, a correre per la poltrona da sindaco, Nico Carusi, ex consigliere comunale democratico, con la sua lista civica “Progetto Tortoreto”.

Tutto questo mentre non è ancora tramontata possibilità che possa scendere in campo anche l’ex parlamentare e consigliere regionale Augusto Di Stanislao, altro vip territoriale.