ROCCA DI MEZZO – “Non sono stato io a far saltare il faccia a faccia con il candidato sindaco Marco Morante“.

Lo spiega, con una lettera, l’aspirante primo cittadino di Rocca di Mezzo (L’Aquila) Mauro Di Ciccio, rispondendo alle accuse lanciate dagli avversari.

“La mia lista ha dato pubblicamente la propria incondizionata disponibilità a un incontro fra le due liste al completo, 7 contro 7,  per il giorno 2 maggio – riferisce Di Ciccio – ma da allora nessuna chiamata né telefonata”.

“Evidentemente, il confronto aperto a tutti i candidati con domande libere e non concordate, ha stravolto i piani della lista avversaria che oggi giustifica il mancato incontro attraverso affermazioni non veritiere e mirate a confondere l’elettorato”, conclude Di Ciccio.

LA LETTERA DI DI CICCIO

Ho letto con sorpresa e disappunto quanto dichiarato dall’altro candidato sindaco Marco Morante nell’articolo comparso sul vostro sito il 2 maggio. 

La verità sul confronto tra le liste è questa che vi scrivo e nessun’altra.

21 aprile – la lista n. 2 affigge un manifesto nel quale convoca a un incontro il candidato sindaco Mauro Di Ciccio stabilendo autonomamente e arbitrariamente tempi e luoghi.

23 aprile – il candidato Sindaco Mauro Di Ciccio ricorda (con una telefonata all’altro candidato) che per fissare un incontro è “buona educazione” e “buona consuetudine”, concordare insieme tempi, modi e luoghi dell’incontro.
 
25 aprile – la mia lista n. 1 dà pubblicamente la propria incondizionata disponibilità a un incontro fra le due liste al completo, 7 contro 7,  per il giorno 2 maggio.

27 aprile – Marco Morante, in un incontro al bar, suggerisce che prima del confronto vengano predisposte cinque domande da rivolgere ai candidati. Mauro Di Ciccio considerando non corretta questa impostazione ritiene che le domande debbano essere libere, non prestabilite e formulate da una persona super-partes (giornalista).
 
28 aprile – Mauro Di Ciccio propone all’altro candidato di contattare un giornalista per moderare l’incontro e per formulare le domande sui programmi. Addirittura, Mauro Di Ciccio invita l’altro candidato a scegliersi il giornalista!

Da allora, nessuna telefonata e nessuna parola.

Evidentemente, il confronto aperto a tutti i candidati con domande libere e non concordate, ha stravolto i piani della lista avversaria che oggi giustifica il mancato incontro attraverso affermazioni non veritiere e mirate a confondere l’elettorato.

Ribadisco che da parte mia e di tutti i candidati della lista n. 1 “Unità e Progresso”, vi è stata sempre la massima disponibilità a un confronto che fosse rispettoso delle regole democratiche.