L’AQUILA – Giorno di verdetti oggi al Tribunale amministrativo regionale dell’Aquila, che ha preso in esame i ricorsi presentati all’indomani delle elezioni regionali del 25 maggio 2015 e che mettevano in discussione la vittoria del centrosinistra di Luciano D’Alfonso, e l’elezione di singoli candidati a discapito di altri.

Il primo a essere respinto è stato il ricorso che arrivava a chiedere l’annullamento delle elezioni e del loro esito, presentato dall’ex presidente della Regione, Gianni Chiodi, oggi consigliere regionale di Forza Italia, assieme agli ex consiglieri Nicoletta Verì, Alessandra Petri, Carlo Masci e Nazario Pagano, tutti esclusi da palazzo dell’Emiciclo.

Respinti a stretto giro, per inammissibilità, i ricorsi presentati dai candidati risultati non eletti per un pugno di voti e che chiedevano il riconteggio delle schede: Luca Ricciuti, Forza Italia, e Giampaolo Arduini, Centro democratico, che avevano contestato l’elezione al loro posto rispettivamente di Emilio Iampieri e Maurizio Di Nicola.

Attesa, invece, per i ricorsi di Antonio Innaurato, del Partito democratico, e di Gianni Teodoro, della lista civica collegata a D’Alfonso Regione facile. I ricorrenti chiedono il riconteggio delle schede.

Ancora, rinviata l’udienza relativa al ricorso del candidato Giorgio D’Ambrosio, di Centro democratico. Infine, si è appreso che Lelio De Santis, dell’Italia dei valori, aveva solo annunciato ma mai inoltrato il ricorso contro l’elezione al suo posto dell’attuale vice presidente del Consiglio, Lucrezio Paolini, anche lui dell’Idv.

Le elezioni regionali sono dunque valide, ma non si esclude ancora del tutto che possa cambiare la composizione del Consiglio regionale se qualcuno dei ricorsi dei candidati andrà a buon fine.

Il ricorso bocciato di Chiodi contestava l’esistenza di varie presunte irregolarità nel procedimento di ammissione delle liste dei candidati e sulla stessa candidatura di D’Alfonso.

I ricorrenti avevano rilevato, in particolare, un “difetto di compatibilità cronologica”, notando che “tutti i collegamenti recano la data del 24 o 25 aprile 2014” mentre le firme sarebbero state apposte prima della dichiarazione di apparentamento.

Inoltre il ricorso contestava alcuni problemi di corretta applicazione della  legge elettorale, in particolare sull’attribuzione dei seggi. Legge elettorale che, però, era stata approvata dalla stessa maggioranza di centrodestra, di cui i ricorrenti hanno fatto parte.

In giudizio si erano costituiti anche tutti i consiglieri dell’attuale maggioranza chiedendo il rigetto del ricorso, e che oggi esultano.

“Le elezioni regionali vinte dalla coalizione di centrosinistra – si legge in una nota ai firma dei nuovi capogruppo in Consiglio regionale – vengono confermate nella loro piena validità, così come viene confermata la volontà espressa dalla maggioranza degli elettori abruzzesi, che ha scelto di affidare il timone della Regione a Luciano D’Alfonso“.

Non resta, dunque, che attendere l’esito di tutti i ricorsi dei candidati primi tra i non eletti.

Il ricorso di Innaurato è una seconda puntata della battaglia ingaggiata con il consigliere Alessio Monaco di Regione facile. All’indomani delle elezioni, a essere proclamato era stato proprio Innaurato, nella circoscrizione di Chieti, ma poi sono emersi errori di trascrizione commessi in alcuni seggi elettorali che hanno falsato i conteggi dell’uffficio centrale regionale presso la Corte d’Appello, e Monaco è passato avanti e ha strappato il seggio a Innaurato, che ha fatto ricorso.

A contestare l’elezione di Di Nicola c’è anche D’Ambrosio, che ha mancato l’elezione per un centinaio di voti, risultato a suo dire falsato per “due pesi e due misure” adottati nei seggi  nell’assegnazione o annullamento delle schede. Filippo Tronca