CHIETI – “Mi auguro che le primarie per le prossime regionali si facciano, convinto che ci sia bisogno di dibattito su idee e soluzioni per l’Abruzzo. Per quanto mi riguarda, auspico primarie di coalizione per scegliere il candidato presidente, nel qual caso, personalmente, mi renderei disponibile a partecipare”.
A parlare ad AbruzzoWeb è l’ex sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso, candidato in pectore per il Partito democratico ma sinora mai ufficializzato.
D’Alfonso è stato oggi a Chieti per un convegno da lui organizzato su Silvio Spaventa. Questo giornale lo ha incontrato al termine del convegno e non si è sottratto alle domande sullo scenario politico regionale.
Passeggiando lungo corso Marrucino, dalla Provincia alla villa comunale, D’Alfonso, tra un saluto e l’altro alla gente incontrata per strada (si è perfino fermato a parlare con un gruppo di turisti romani in giro per Chieti magnificando le bellezze cittadine, tanto che è stato scambiato per il sindaco di Chieti e ha dovuto specificare che non lo era), ha definito le primarie come “un grande regalo per la democrazia”.
Alla domanda se si senta già in campagna elettorale e ha risposto che sta “cercando di capire come poter affrontare le grandi questioni abruzzesi”, senza limitarsi, però, a una “fotografia della realtà” ma tentando “di modificarla”.
Per quanto riguarda la data, ancora in forse, della competizione elettorale, l’ex sindaco dice che “non è importante”. Quello che conta, invece, è che “sia stabilita in modo certo e che venga decisa in Abruzzo e non a Roma”, bacchettata al centrodestra già tirata all’Aquila.
Anche perché, secondo lui, negli ultimi 6 mesi di legislatura regionale bisognerebbe porre un freno alle nuove iniziative amministrative per dedicarsi, soprattutto, a rendicontare ai cittadini quanto è stato fatto.
A riguardo D’Alfonso ha un cronoprogramma nella testa: “Chiunque vada a governare – dice – ha a disposizione 60 mesi di attività. Secondo me, dovrebbe dedicare i primi quattro a stabilire le priorità della propria strategia di governo, i successivi 50 a mettere in campo procedure e decisioni per realizzare il programma e gli ultimi 6 a far vedere, anche attraverso fotografie, i risultati della propria amministrazione”.
“Ho sempre pensato che le cose rimediate in fretta a fine consiliatura – ha detto a riguardo, pensando probabilmente a quanto sta facendo la Giunta Chiodi, pur senza specificare alcunché – vengono fatte male o in maniera troppo costosa”.





