L’AQUILA – Ancora primarie per il Partito democratico, questa volta per la scelta dei nomi che andranno a riempire le liste in occasione delle elezioni per il rinnovo delle Camere.

In Abruzzo già si scaldano i motori, tra i parlamentari in pectore che già facevano affidamento sul seggio sicuro e ora si trovano un po’ disorientati e quelli che sembravano fuori dai giochi e adesso tornano in pista per cercare il colpaccio.

Le consultazioni, come annunciato dal segretario nazionale democrat e candidato premier della coalizione di centrosinistra, Pier Luigi Bersani, ci saranno il 29 e 30 dicembre prossimi.

Tempi strettissimi per rimettere in moto la macchina organizzativa, comunque già rodata in occasione delle primarie del 25 novembre e 2 dicembre. La mappa del ritorno alle urne dopo la crisi del governo Monti, infatti, prevede scadenze in serie, tutte entro la prima decade di gennaio 2013.

Alle politiche 2008 il bottino incassato dal Pd in Abruzzo fu di cinque deputati (Livia Turco, Giovanni Lolli, Lanfranco Tenaglia, Tommaso Ginoble e Vittoria D’Incecco) e due senatori (Franco Marini e Giovanni Legnini), mentre stavolta i conti che si sono fatti i ben informati, allo stato delle cose attuali, parlano di una pattuglia futura di minimo dieci persone: si parla di almeno sei eletti alla Camera e quattro a palazzo Madama.

Nel frattempo si è aperto il dibattito sulle regole, in base alle quali si potranno definire le strategie. Per esempio si parla di una riserva per il leader Bersani di un gruppetto di 15-20 figure da tutelare a ogni costo, che potrebbero essere paracadutate nelle varie circoscrizioni, perciò l’Abruzzo potrebbe sacrificare un posto in favore di un esterno, come accadde l’ultima volta con la piemontese Turco.

Resterebbero, quindi, da individuare gli altri nove sicuri, che saranno scelti dagli aventi diritto a partecipare alle primarie: quelli che hanno votato due settimane fa più gli iscritti al Pd, anche se sulla questione si è aperto un confronto, i renziani, infatti, vorrebbero consultazioni “aperte”.

C’è, poi, da capire se i seggi saranno su base provinciale, come appare probabile per garantire tutti i territori, oppure su scala regionale, visto che il collegio elettorale è unico. Se si dovesse optare per la prima scelta andrebbero decise le posizioni in lista, fondamentali in un sistema di voto come il “Porcellum”, che non prevede le preferenze: più è alta la collocazione nell’elenco dei 14 bloccati più aumentano le chance di fare il salto a Roma.

Infine c’è la questione delle quote rosa, le regole interne al Pd stabiliscono che ci sia una percentuale per le donne, in questo caso si potrebbe ovviare con la doppia preferenza di genere, cioè attraverso la possibilità di esprimere due voti purché non per candidati dello stesso sesso.

Tutte alchimie da calcolatrice che, però, hanno la loro importanza all’atto pratico. L’unica cosa certa è che, alla fine, dovrebbero spuntarla un paio per ognuna delle quattro province, con i posti più a rischio assegnati alla cabala.

L’AQUILA

In rampa di lancio, nell’Aquilano, ci sono l’uscente Lolli e l’assessore comunale del capoluogo Stefania Pezzopane, che potrebbero anche decidere per il ticket nel caso del doppio voto, quindi il “renziano” Americo Di Benedetto, presidente dell’assemblea provinciale del Pd.

Tra i supporter del sindaco di Firenze c’è pure il capogruppo al Comune di Sulmona, Antonio Iannamorelli, e sempre nell’area Peligna due vecchie volpi della politica, gli ex sindaci della città di Ovidio Bruno Di Masci e Franco La Civita, la quota rosa, invece, potrebbe essere l’ex assessore provinciale della precedente Giunta Teresa Nannarone.

Un’altra donna in odore di candidatura è la segretaria piddina di Avezzano Lorenza Panei, ma dovrà vedersela con le ambizioni dei consiglieri regionali Giovanni D’Amico e Giuseppe Di Pangrazio, e dell’ex coordinatore provinciale Michele Fina. Quest’ultimo, come estrema ratio, se dovesse vedersi chiuso tra le quote azzurre, potrebbe fare un passo indietro e optare per un sostegno al sindaco di Scontrone, Ileana Schipani.

Sull’Aquila città ci sono anche tre outsider: uno è Fabio Ranieri, ex segretario dei Ds e anima laica del partito, il docente universitario Marco Valenti e Paolo Della Ventura, componente dell’assemblea regionale.

Marini, invece, ha già deciso da tempo che non si ricandiderà.

CHIETI

Nel Chietino in pole position c’è sempre Legnini, il senatore uscente è in lizza per la candidatura alla presidenza della Regione, in caso di investitura dovrebbe lasciare il posto al primo degli eletti. Dai banchi dell’Emiciclo scalpita il giovane capogruppo Camillo D’Alessandro.

Anche il segretario regionale, Silvio Paolucci, indicato da molti come uomo forte alle prossime regionali per la lista circoscrizionale di Chieti potrebbe decidere di tentare il colpo grosso. Da Vasto si fanno i nomi del sindaco, Luciano Lapenna, e del presidente del Consiglio, Giuseppe Forte.

Tommaso Coletti è l’altro big locale che potrebbe rimettersi in gioco: per lui si tratterebbe di un ritorno, avendo già ricoperto il ruolo di senatore.

Mancherebbe all’appello un altro teatino doc, oltre all’uscente Tenaglia (Legnini è componente del Consiglio comunale di Chieti ma è originario di Roccamontepiano, paese di cui è stato sindaco): un pensierino ce lo sta facendo l'”obamiano” Alessandro Marzoli, che siede tra i banchi dell’opposizione in municipio, under 30 con una passione spiccata per gli Usa, e uno tra i più attivi sostenitori di Matteo Renzi come candidato primo ministro del centrosinistra.

PESCARA

Tra le donne ai nastri di partenza la uscente D’Incecco, che è al primo mandato e quindi è ricandidabile, ma il suo posto potrebbe essere insidiato dalla consigliera regionale Marinella Sclocco, unica pescarese del Pd all’Emiciclo.

Chi potrebbe puntare a un seggio buono, il capogruppo al Comune di Pescara, Moreno Di Pietrantonio, e il suo collega Gianluca Fusilli.

Tra gli emergenti si registra l’attivismo del sindaco di Abbateggio, Antonio Di Marco, e di qualche altro amministratore locale.

Sulla sponda “renziana” si parla del primo cittadino di Caramanico, Mario Mazzocca, e dell’ex di Penne Ezio Di Marcoberardino, che ha portato un bel gruzzolo di voti al sindaco del capoluogo toscano.

Nella cerchia dei seguaci di Luciano D’Alfonso, seppure un po’ frastornati dalla richiesta avanzata dal pm Gennaro Varone di una condanna a sei anni per l’ex sindaco di Pescara nell’ambito del processo “Housework”, riemerge la figura dell’ex potente assessore regionale Donato Di Matteo.

TERAMO

Nel Teramano, oltre a Ginoble, c’è la presidente dell’assemblea regionale del Pd, Manola Pasquale.

Sempre tra i “dalfonsiani” in cerca di un ritorno sulla scena si parla dell’ex assessore regionale Marco Verticelli.

Tra i consiglieri regionali potrebbe farci un’idea Claudio Ruffini.

Quindi il sindaco di Pineto, Luciano Monticelli, pure se la sua idea è correre alle primarie per il posto da governatore della Regione.

PRIMARIE ANCHE PER SEL

Anche Sinistra ecologia e libertà, solido alleato del Pd, ha nel frattempo deciso per le primarie, che ci saranno sempre il 29 e 30 dicembre.

I pezzi da 90 del partito in lizza sono il coordinatore regionale Gianni Melilla, già parlamentare e presidente del Consiglio regionale, per Pescara, l’attuale capogruppo all’Emiciclo Franco Caramanico per il Teatino, e uno tra Giustino Masciocco e Betty Leone per la città dell’Aquila.