L’AQUILA – Cambia il quadro delle candidature alle politiche del 24 febbraio all’interno del Partito democratico abruzzese, che questo pomeriggio, a Roma, è riuscito a strappare condizioni più vantaggiose per i competitori locali.
Scendono da quattro e tre i “paracadutati” decisi da Roma, uno di loro è Franco Marini, che va al secondo posto al Senato dietro l’assessore comunale dell’Aquila Stefania Pezzopane, in un primo momento destinata alla Camera.
Capolista a Montecitorio, invece, è il senatore uscente Giovanni Legnini, uno degli abruzzesi maggiormente tenuto in considerazione dai vertici nazionali democrat, che a questo punto pare destinato a un ruolo rilevante di governo in caso di vittoria del centrosinistra.
Per il resto tutto come rivelato ieri da AbruzzoWeb, con una significativa novità per L’Aquila: l’onorevole Giovanni Lolli, inizialmente in posizione rischiosa (numero 8 alla Camera) sale di un gradino e vede aumentare di molto le sue chance di elezione.
“Per quanto mi riguarda – dice il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci – c’è una moderata soddisfazione per come sta evolvendo la situazione: partivamo da quattro nomi e due capilista esterni, siamo riusciti a spuntarne uno in meno tra quelli indicati da Roma e, tra l’altro, non in testa alle due liste”.
1. GIOVANNI LEGNINI
2. ANTONIO CASTRICONE
3. TOMMASO GINOBLE
4. QUOTA BERSANI
5. MARIA AMATO
6. VITTORIA D’INCECCO
7. GIOVANNI LOLLI
8. ANGELO POLLUTRI
9. STEFANIA FERRI
10. GIOVANNI D’AMICO
11. CAMILLO D’ALESSANDRO
12. FRANCESCA CIAFARDINI
13. LORENZA PANEI
14. PATRIZIA DI GREGORIO
1. STEFANIA PEZZOPANE
2. FRANCO MARINI
3. QUOTA BERSANI
4. RENZO DI SABATINO
5. GIANLUCA FUSILLI
6. MANOLA DI PASQUALE
7. GIANNA DI CRESCENZO
Seggio certo per Giovanni Legnini al Senato e Antonio Castricone, Tommaso Ginoble, Stefania Pezzopane, Maria Amato e Vittoria D’Incecco alla Camera.
A rischio Renzo Di Sabatino per palazzo Madama e Giovanni Lolli per Montecitorio.
La direzione regionale del Partito democratico, che si è riunita questo pomeriggio, ha deciso l’ordine con il quale i candidati alle primarie verranno inseriti nelle liste bloccate per il rinnovo del Parlamento.
Un passaggio fondamentale, in quanto il sistema elettorale in vigore, il famigerato “Porcellum”, non prevede le preferenze, per cui più il nome è su nella lista più sono concrete le possibilità di farcela.
In prima battuta è stata stilata la “graduatoria” delle province, tenendo conto del risultato del Pd nel 2008 e degli abitanti di ogni singolo territorio, per cui alla fine è risultata prima Chieti, seconda Pescara, terza Teramo e quarta L’Aquila.
Sulla base del responso delle urne, quindi, l’ipotesi emersa vede in testa Legnini e Castricone per Senato e Camera e a seguire tutti gli altri.
Molto inciderà pure il risultato delle formazioni che si apparenteranno sulle schede con il Pd, il principale antagonista è Sinistra ecologia libertà che, rosicchiando consensi, potrebbe strappare qualche poltrona romana al Pd, soprattutto al Senato, dove la ripartizione dei seggi avviene su base regionale.
Per la circoscrizione Abruzzo sono sette i posti in lizza (14 quelli della Camera): quattro vanno alla coalizione vincente, tre agli altri partiti, se Sel fa un buon risultato può incassarne uno, lasciando il resto agli alleati.
Tra gli esperti di numeri, infatti, si ipotizza l’elezione di sei-sette deputati e tre senatori.
Pesa l’incognita della quota che si è riservato il segretario nazionale democrat e candidato premier per il centrosinistra, Pier Luigi Bersani: due per ogni ramo del parlamento, che quindi andranno a togliere spazi ai concorrenti che giocano in casa.
In sala era l’argomento principale, probabilmente il leader abruzzese Paolucci dovrà sudare a lungo per cercare di strappare condizioni più favorevoli e, magari, far salire qualche gradino ai pretendenti locali.
In particolare a Lolli, per cui si è battuto molto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, oggi presente all’incontro che reclama ampia visibilità per la città colpita dal terremoto del 2009.




