L’AQUILA – “I partiti hanno fallito. Non temimamo nessuno”.
Non usa mezzi termini Vincenzo Vittorini, l’aspirante sindaco per la lista civica “L’Aquila che vogliamo”, che ad AbruzzoWeb spiega le ragioni di una candidatura lanciata in tempi non sospetti, ovvero nel luglio 2010.
Dieci mesi in cui Lcv ha incontrato e ascoltato la cittadinanza per capire e approfondire temi e argomenti che hanno arricchito le nove macro proposte contenute nel programma elettorale.
“Si può e si può guardare oltre il ‘sistema’ dei partiti che ha portato a questo immobilismo da tre anni a questa parte. La scelta di uscire dieci mesi fa è stata fatta perché il lavoro da fare era tanto ed è tanto ancora il lavoro da fare per proporsi alla città come qualcosa di totalmente nuovo, non odiando i partiti ma dicendo chiaramente che c’è un momento in cui questi devono fare un passo indietro”.
“I partiti hanno fallito, se non avessero fallito, se non avesse fallito l’attuale amministrazione comunale, la maggioranza con la complicità della minoranza (gli uni non hanno fatto nulla, gli altri sono stati silenti), se non ci fosse stato il nulla totale non sarebbe nata un’esperienza civica come quella di L’Aquila che vogliamo”.
Sui competitor in lizza per le amministrative, per le quali Lcv esclude categoricamente qualsiasi ipotesi di apparentamento, Vittorini è stato chiarissimo: “Non temiamo nessuno. Da una parte c’è il sindaco uscente, non temiamo De Matteis che è stato un po’ in disparte in questi tre anni, nonostante abbia un ruolo importante in Regione è stato un po’ in disparte. Gli altri rappresentano spezzettature dei partiti”. (g.a.)



