L’AQUILA – “Nei prossimi cinque anni, cruciali e stimolanti per chi come me si propone e ha cuore le sorti della propria città, la nuova amministrazione dovrà incentivare la partecipazione, basata sulla solidarietà, che tiene conto del grande valore dell’uguaglianza (stessa dignità, stessi diritti, stessi doveri) e su un maggior coinvolgimento delle persone: la logica per un’Aquila ancor più forte deve essere quella di comporre assieme un quadro entro il quale ci sia spazio per chiunque desideri far sentire la propria voce e dare il proprio contributo di crescita in senso attivamente partecipativo, con idee, metodi nuovi e scelte che saranno sintesi di condivisione e confronto con la gente, con i cittadini”.
Lo dice Alessandro Tomassoni, candidato al Consiglio comunale dell’Aquila con il Partito democratico a sostegno di Americo Di Benedetto.
“Queste considerazioni nascono dalla mia esperienza quotidiana a tutela dei diritti dei cittadini in qualità di avvocato e dall’impegno circoscrizionale, dal 2015 in qualità di vicepresidente del Ctp n. 7 che comprende i popolosi quartieri di Sant’Antonio, San Sisto, Santa Barbara, Stazione, Pile e Santanza, di stare in mezzo alla gente, ascoltare le loro problematiche e interfacciarsi con l’amministrazione cittadina per le possibili soluzioni, esperienze con cui ho maturato l’idea di candidarmi, per poter contribuire fattivamente, con competenza e concretezza, ad amministrare la mia città”.
“La nuova amministrazione – prosegue Tomassoni – dovrà affrontare e risolvere diverse criticità, ereditate dal post-sisma e dai tempi bui che viviamo, penso, fra tutte, all’emergenza delle nuove povertà e, correggendo le disuguaglianze che negli ultimi anni di crisi si sono ancor più accentuate, alla necessità di restituire centralità al lavoro come condizione primaria della cittadinanza, investendo nella ricerca e nell’innovazione, nella formazione dei nostri ragazzi, agendo al meglio per una definitiva messa in sicurezza del territorio (con la realizzazione del fascicolo del fabbricato), in primis le scuole e gli edifici sensibili”.
E ancora, “gestire al meglio il progetto C.a.s.e. che, patrimonio immobiliare simbolo della nostra rinascita, dovrà essere ancor più valorizzato dal Comune, anche effettuando una valutazione tecnica della qualità degli edifici, mettendoli a disposizione degli studenti fuori sede, per quei siti vicini ai poli universitari, per le giovani coppie che vorranno vivere a L’Aquila e per le fasce più bisognose della cittadinanza e corredandoli dei servizi necessari”.
“Una cosa a cui tengo particolarmente – aggiunge Tomassoni – è contribuire a sensibilizzare il senso civico dei cittadini: accanto alla dovuta responsabilità da parte dell’amministrazione comunale, che ha il dovere di prendersi cura e rendere la città il più accogliente possibile, occorre quell’atteggiamento di fiducia negli altri orientato alla disponibilità a cooperare per il miglioramento della società in cui si vive, in cui l’input e lo stimolo più grandi arrivano dal cittadino stesso e dal rispetto per gli altri, soprattutto le categorie protette”.
“L’abbinamento elettorale tra uomo e donna – prosegue – è una grande prova di democrazia e auspico che a breve, normativamente parlando, si attui sempre più una maggior tutela prospettica della parità di genere, intesa come equiparazione delle chances di poter costruire percorsi di carriera che diano spazio alle aspettative per concorrere agli incarichi direttivi, non solo in Consiglio comunale ma in tutti i ruoli chiave che contano nelle amministrazioni e nella società civile”.
“Sento parlare, spesso in modo strumentale e fantasioso dalle parti politiche avversarie, come il candidato sindaco di centro-sinistra sia solo frutto di una continuità con il predecessore: ebbene, premesso che i risultati del percorso politico e amministrativo di Americo di Benedetto parlano da sé e meritano assoluto rispetto, ricordo come lo stesso si proponga con umiltà e serietà, grande preparazione e un metodo di lavoro meticoloso che gli consentono di avere il miglior profilo per svolgere con adeguatezza il delicato ruolo di sindaco, sostenuto da una squadra nuova di persone che senz’altro potranno fare il meglio per la città presente e futura – conclude Tomassoni – E poi la parola finale è quella dell’elettore che valuterà e deciderà autonomamente e con razionalità, avulso da interpretazioni, opinabili strategie comunicative e per sentito dire”.




