L’AQUILA – “Si trattava di mettere in campo 60 milioni di euro scempiando il nostro territorio, tra Coppito, Pettino, Cansatessa e San Vittorino, con un muro alto sei metri e lungo 12 chilometri. Con il nostro ricorso quel progetto è stato bloccato: è solo una delle battaglie vinte in questi anni”.
Così il consigliere comunale dell’Aquila di Forza Italia Roberto Tinari, ricandidato nella lista degli azzurri a sostegno del candidato sindaco Pierluigi Biondi, a proposito del progetto che prevedeva la realizzazione delle vasche di laminazione per scongiurare lo straripamento del fiume Aterno.
Tinari ricorda anche la battaglia a difesa della farmacia comunale di Coppito, per la quale si era paventata la chiusura, e per il crocifisso nell’aula consiliare.
“Sono tantissime le battaglie che ho fatto”, dice, puntando l’indice contro l’amministrazione: “La ricostruzione è al palo, basta guardare le frazioni”.
“Ricordo che all’inizio quando Berlusconi diede il progetto C.a.s.e. – aggiunge – in Consiglio comunale si dibattè su chi dovesse entrare per primo, io fui tra quelli che propose di privilegiare gli aquilani, mentre il centrosinistra preferì il contrario, facendo entrare prima tutti gli altri”.
“Tutti dicono che bisogna rompere col passato, anche quelli di sinistra, ma non si può rompere con il passato e risolvere i problemi con le stesse persone che li hanno creati – conclude Tinari – La cultura, la ricostruzione, i giovani e il Gran Sasso devono essere la priorità per i prossimi cinque anni”.





