L’AQUILA – “Il problema serio è che se non si stabiliscono delle regole precise poi non si potrà governare, se c’è da scalare una montagna bisogna che tutti quelli che stanno in cordata si fidino degli altri. La nostra scalata sicuramente non è facile, in questi anni di governo del Partito democratico di clientelismo se ne è fatto molto e c’è la maggioranza del corpo elettorale che o non vota o vota l’antipolitica, ma non può essere affrontata con un arrembaggio al posto”.
L’ex direttore generale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Giancarlo Silveri, che nelle scorse settimane ha lanciato il movimento Riscatto Popolare in vista delle elezioni amministrative del capoluogo, ad AbruzzoWeb lancia un appello al centrodestra per l’unità della coalizione.
“Noi con Salvini proponeva le primarie, io ero fra quelli che non erano molto d’accordo – ricorda – e si parlava di sondaggio. Poi del sondaggio non se ne è fatto più nulla, di condivisione di programmi non se ne è fatto più nulla, di condivisione di regole e metodi non se ne è fatto più nulla, e poi ognuno esce fuori”.
“Noi non abbiamo ancora formalizzato nessuna candidatura proprio perché vogliamo essere nella condizione di ragionare con altri”, afferma, annunciando che oggi sarà molto probabilmente alla convention di Pierluigi Biondi, altro nome in corsa per la candidatura a sindaco nel centrodestra, perché ritiene che “in questa fase qualunque elemento possa consentire di ragionare insieme può essere utile”.
Da Silveri, poi, un monito al resto della coalizione: “Noi eravamo partiti con una premessa molto precisa, trovarci insieme ad altri che volessero, così come noi, essere alternativi al Partito democratico per poter assicurare un governo a questa città che possa tirarla fuori dai guai nei quali purtroppo è – ragiona Silveri – Chiaramente una cosa di questo genere non può essere fatta avendo quale unico collante il fatto di voler essere alternativi a chi c’è, perché qualora dovessi vincere non fai niente”.
L’ex dg Asl ricorda come “avevamo proposto di fare un accordo in primo luogo sui metodi e le regole da rispettare che sono il presupposto necessario per il quale una squadra possa operare, un programma da condividere e poi si sarebbe parlato di uomini”.
Silveri appare scettico anche nei confronti del tavolo nazionale, che secondo il cordinatore abruzzese di Forza Italia Nazario Pagano, si sarebbe dovuto esprimere sulla candidatura aquilana.
“Il tavolo nazionale dice ‘Grosseto la prendi tu, L’Aquila la prendo io, Genova va a quell’altro, Milano va a quell’altro’, che vuol dire questo? Che si è fatta la spartizione delle poltrone. E con quali contenuti? Io qui non ne vedo”, conclude.






