L’AQUILA – “Come promotore di lista mi trovo molto a mio agio, avevo ancora voglia di impegnarmi per la città ma, dopo 14 anni da consigliere comunale, credo nel turnover e intendo applicarlo. Non volevo buttare l’esperienza che ho, l’ho utilizzata per comporre una lista bellissima che racchiude sensibilità, capacità e professionalità che possono essere utili a tutti”.
Così Enrico Verini, promotore della lista L’Aquila sicurezza e lavoro, che sosterrà la candidatura a sindaco di Americo Di Benedetto nel centrosinistra, presenta la sua squadra ai microfoni di AbruzzoWeb.
“Non credo nel totale rinnovamento, riazzerare tutto vuol dire partire lentamente prima di imparare la macchina amministrativa – fa notare – Fra le esperienze sono andato a prendere persone nel concreto di valore e oneste: parlo di Angelo Mancini, Giuliano Tomassi e Pierluigi Pezzopane, e poi 28 che sono l’essenza più pura e propositiva di questa lista”.
Nel 2012 Verini fu suo malgrado protagonista da candidato sindaco di Futuro e libertà per l’Italia di un tentativo di apparentamento con il centrosinistra con un accordo scrito.
“Ci fu qualcuno sopra di me, il coordinatore regionale (Daniele Toto, ndr), che anche alle nostre spalle, intendeva fare accordi, e Massimo Cialente colloquiò con lui e io ne ero ignaro, è stato accertato anche dalla magistratura”, racconta, anche se, assicura, “non ci sono strascichi”.
Quanto ai rapporti con il centrosinistra, “se mi guardassi indietro, non dovrei avere tutta questa nuova voglia di impegnarmi. Invece guardo avanti, a un candidato nuovo come Americo Di Benedetto, con il quale ho amicizia ben oltre la politica: c’era lui con me, anni fa, al mare, quando conobbi mia moglie”, svela.
Infine, sulla sovrapponibilità di centrodestra e centrosinistra, “viviamo tutti nella stessa città, ognuno si rende conto delle difficoltà che affrontiamo e quindi penso sia sensibilità comune il desiderio di volerle risolvere. Bisogna cercare di capire chi è più affidabile nelle soluzioni”, conclude. (alb.or.)






