L’AQUILA – “Siamo dovuti entrare in tutti i reparti dell’ospedale, compreso quello di malattie infettive, senza un minimo di copertura delle vie aeree, alle 23.30 eravamo ancora in giro, perché il Comune soltanto alle 20 si é degnato di accettare tutte le domande di voto da parte dei ricoverati”.
È lo sfogo di una scrutatrice del seggio speciale dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila, il 13 bis, istituito per permettere a tutti i ricoverati di poter esercitare il proprio diritto di voto.
“Perché il Comune non ha accettato preventivamente le richieste dei malati?”, chiede.
“Inoltre, trovo ingiusto il compenso, 61 euro, a fronte delle ore in cui siamo stati realmente occupati; ci avevano detto che era tutto rapportato al ruolo di scrutatore ‘speciale’ e alla mole di lavoro, che doveva essere di circa 2 ore, ma così non è stato”, aggiunge.
“Penso che sia ingiusta questa disparità di trattamento e credo che sarebbe stato opportuno prevedere delle precauzioni per gli scrutatori, almeno per i reparti più a rischio”, conclude. (a.c.p.)





