L’AQUILA – Stanare il coordinatore regionale del Popolo della libertà, Filippo Piccone, per capire le sue reali intenzioni sulle elezioni amministrative dell’Aquila della prossima primavera.
È questo l’obiettivo della conferenza stampa sulle primarie convocata per domani dall’assessore regionale alla Protezione civile e segretario provinciale del Pdl Gianfranco Giuliante.
Il tema dell’incontro con i giornalisti è “Indizione elezioni primarie per la scelta del candidato sindaco del centrodestra per le amministrative del comune dell’Aquila in programma nella primavera 2012”.
Detta così suona in maniera chiara: Giuliante ribadirà la necessità di consultazioni popolari per la scelta della persona che dovrà sfidare il centrosinistra, in linea con le indicazioni date dal segretario nazionale del partito, Angelino Alfano. In realtà, nonostante sia il maggior esponente locale del Pdl, l’assessore regionale non ha alcun potere per convocare le primarie, per cui la strategia è provocatoriamente sottile e punta a mettere in mano al vertice regionale pidiellino il classico “cerino acceso”.
A quel punto Piccone avrà due strade: opporre un no, di fatto dando evidenza ai sospetti che in molti hanno e cioè che avrebbe già concesso un sostanziale ok alla candidatura del vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis, oppure assentire alle primarie, cosa che però gli aprirebbe un fronte dentro casa, visto che ad Avezzano (L’Aquila) vuole indicare alla carica di potenziale primo cittadino il suo avvocato Antonio Milo, mentre alcuni assessori e consiglieri marsicani “malpancisti” premono per dare voce alla cittadinanza.
Non è un caso, quindi, se la notizia della conferenza stampa, come ha ammesso ad AbruzzoWeb, ha fatto cadere dalle nuvole Piccone.
Non solo, la manovra è ancor più sottile: Giuliante non ha indicato per l’appuntamento la sede locale del Pdl, proprio per evitare ripercussioni gerarchiche, ma gli uffici del Comune dell’Aquila a Villa Gioia.
Sembra un dettaglio banale ma non lo è affatto. È prassi consolidata, infatti, che gli eletti negli enti dove per andare avanti servono le preferenze godono di una sorta di “zona franca” che gli consente maggiore agibilità di manovra, proprio in virtù del ruolo conferito dai cittadini. Quindi anche se volasse qualche parola grossa di troppo, potrebbe intervenire anche una sorta di salvacondotto. E c’è da giurarci che la richiesta di autorizzazione al Comune sia stata formalizzata non da Giuliante stesso ma da qualcuno che sta condividendo con lui questo percorso “frondista”, come il consigliere comunale di Forza Italia Enzo Lombardi, per esempio.
Nel centrodestra, dunque, si inizia a fare sul serio: le carte sono date, i giocatori si sono studiati a lungo, le ostilità sono aperte. (pi.bi.)





