L’AQUILA – Enrico Verini è pronto ad apparentarsi con Massimo Cialente al ballottaggio del 20 e 21 maggio che deciderà il futuro sindaco dell’Aquila in cambio di una poltrona di peso.

L’esponente di Fli, uscito malconcio dalle elezioni di domenica e lunedì con un 2,6% che al momento lo vede fuori dal Consiglio, ha in mente di rompere subito gli indugi e annunciare la decisione ai candidati della sua lista.

La proposta ha causato qualche mal di pancia all’interno del partito, con alcuni esponenti autorevoli che sarebbero anche pronti alle dimissioni in caso di un’eventuale intesa con il centrosinistra.

Secondo quanto si apprende, Verini, oltre a spuntare due seggi nell’assemblea civica, otterrebbe in cambio la carica di presidente del Consiglio oppure di assessore, che gli consentirebbe di far entrare in aula oltre a Luigi Faccia, il primo degli eletti di Fli con 323 voti, anche Domenico Luzi, un suo fedelissimo.

Proprio Faccia, eletto con lo schieramento centrista di Angelo De Nicola nel 2007, poi uscito dalla coalizione e spesso “puntello” del centrosinistra in Consiglio, sarebbe il pontiere dell’operazione. 

I due seggi destinati a Fli verrebbero persi uno dal Pd e uno dai Cattolici democratici e, in particolare, dal medico Giorgio Spacca e da Emanuela Iorio.

Per incastrare il tetris, quindi, Cialente dovrà trovare argomenti convincenti per tenere buono tanto il suo partito quanto la formazione civica ispirata dal vice sindaco uscente, Giampaolo Arduini. (pi.bi.)