L’AQUILA – Un architetto e un fisico. Niente male per un movimento che cerca di affrancarsi dalla nomea di impreparato e superficiale, come sta facendo in vista delle elezioni amministrative in città importanti come Roma e Milano.

Sono i profili per il candidato sindaco dell’Aquila, che rispondono ai nomi di Antonio Perrotti e Guido Visconti, a cui sta pensando il Movimento Cinque Stelle.

Il movimento di Beppe Grillo, che nel capoluogo ancora non attecchisce, nonostante sulla scia del voto d’opinione sia riuscito ad esprimere una rappresentanza parlamentare con la senatrice Enza Blundo, deve però prima ricomporre le fratture interne recentemente svelate da AbruzzoWeb.

Così gli attivisti stanno pensando ad un nome che abbia una riconoscibilità in città, per approdare all’appuntamento elettorale del 2017.

Perrotti, con una storia politica lunga e consolidata e tutt’altro che grillina, dirigente regionale in pensione, già militante del Pci ma mai “di casa” nelle evoluzioni del Pds, Ds e Pd, anche per deformazione professionale è da sempre impegnato sul fronte dell’urbanistica e della pianificazione territoriale. Dopo un avvicinamento a Rifondazione comunista e un flirt con l’Italia dei valori, è ormai apertamente tra le file del Movimento Cinque Stelle.

Guido Visconti, fisico dell’atmosfera dell’Università dell’Aquila, professore di ruolo dal 1994, nel 2001 ha fondato e poi diretto il Centro di eccellenza per la previsione di eventi meteorologici severi (Cetemps). Forse non è un caso che la riservatezza che lo contraddistingue è stata recentemente interrotta da un intervento apertamente critico nei confronti del sindaco Massimo Cialente.

Un buon numero di militanti storici, all’interno del M5S aquilano, dalle pagine di questo giornale ha contestato duramente l’operato della Blundo, accusata di non condividere alcuna scelta con la base, di assumere posizioni “imbarazzanti” che “rovinano il lavoro svolto dalla base”, di nominare “a totale discrezione” i propri portaborse, di essersi creata una base ristretta di fedelissimi, definiti ironicamente ‘’blundisti’’. Una spaccatura che potrebbe portare a candidature distinte dei grillini dell’una e dell’altra fazione alle prossime elezioni comunali.