L’AQUILA – “Io sindaco dell’Aquila? Basta con questa storia, io ora sono impegnato in un incarico importante in Regione ed estremamente impegnativo, utile anche per il capoluogo abruzzese e per gli aquilani. Non c’è nessun accordo dietro le quinte, men che meno con il presidente D’Alfonso”.
Fa una parziale marcia indietro il vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, sulla possibilità di candidarsi a sindaco della sua L’Aquila con la coalizione di centrosinistra in successione a Massimo Cialente, che governa in città dal 2007.
Qualche tempo fa, difatti, aveva detto in un’intervista “se ci sarà una richiesta in tal senso vedremo”, aprendo per la primissima volta a una sua discesa in campo per la fascia tricolore.
Ora un nuovo cambio di prospettiva, in un saliscendi normale quando manca ancora poco meno di un anno al rinnovo del Consiglio comunale aquilano.
Secondo rumors, oltre al partito aquilano sarebbe anche il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, a spingere a favore di Lolli sindaco, per liberare la casella di vice presidente in favore di Camillo D’Alessandro, suo delfino nonché ex sottosegretario costretto a farsi da parte nel rimpasto del 2015, che potrebbe anche rilevare la futura candidatura alla presidenza della Giunta nel 2019, qualora D’Alfonso decida di tentare la corsa al Parlamento.
Difficile pensare a una discesa in campo dalfonsiana in direzione Roma prima della fine del quinquennio, dopo che ha smentito a chiare lettere alcune indiscrezioni disvelate da questo giornale.
Resta ancora sul tavolo, invece, l’ipotesi caldeggiata da una parte del Partito democratico aquilano, di schierare Lolli candidato alla presidenza della Giunta qualora ci sia un ‘cambio di cavallo’ tra 3 anni per assecondare le ambizioni di D’Alfonso. Tutto come si vede è ancora molto fluido.
“Non ho intenzione di lasciare le cose a metà. non sarebbe serio- assicura comunque Lolli ad AbruzzoWeb – Ovviamente, avrò un ruolo con il mio partito nelle scelte, come mi pare ovvio, in vista delle comunali aquilane”.
E alla provocazione “ma a Lolli chi glielo fa fare a diventare sindaco”, il vice presidente regionale risponde: “Una stupidaggine, se avessi ragionato in questo modo me ne sarei rimasto a fare il parlamentare”.
Alla Camera sarebbe potuto tornare un anno dopo la nomina a palazzo Silone, ma D’Alfonso gli ha chiesto di rimanere, favorendo l’ingresso a Montecitorio del suo pupillo Gianluca Fusilli, poi divenuto uno dei parlamentari meno produttivi e presenti, statistiche alla mano.






