L’AQUILA – Parata di big nello stesso giorno per le elezioni dell’Aquila: il 2 maggio i tre leader di Pdl, Pd e Udc, Angelino Alfano, Pier Luigi Bersani e Lorenzo Cesa si studieranno da vicino per intuire le mosse dell’avversario e calare l’asso vincente nel rush finale per la conquista della fascia tricolore.

Una riedizione dell’asse “ABC”, con Cesa al posto di Pier Ferdinando Casini, che a livello nazionale sostiene l’esecutivo di Mario Monti ma che nel capoluogo si darà guerra fino all’ultimo per far accomodare sulla poltrona da sindaco l’uomo che governerà il quinquennio più importante della storia della città.

Alfano è lo sponsor del professore universitario Pierluigi Properzi, il tecnico “prestato” alla politica, mentre Bersani e Cesa hanno puntato sull’usato garantito: il primo cittadino uscente, Massimo Cialente, e il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis.

La presenza nella medesima giornata di tre pezzi da 90 dei palazzi romani fa tornare alla mente l’epico duello in occasione delle amministrative del 1998 tra Silvio Berlusconi e Massimo D’Alema, che si sfidarono in contemporanea in due distinzi comizi a poche centinaia di metri di distanza: il primo a piazza Duomo, il secondo a piazza del Teatro.

La situazione, da allora, è molto cambiata e, oltre ai ben noti problemi logistici causati dal terremoto, va sottolineato che la piazza non risponde più come un tempo alle sirene della politica, ma il “D-Day” del 2 sarà comunque un appuntamento storico per L’Aquila.

Nell’ultima settimana di propaganda, tra l’altro, faranno capolino in città anche altri esponenti nazionali dei partiti: lunedì arriva l’ex ministro Altero Matteoli (Pdl), il 1° maggio sarà la volta del capogruppo dei deputati dell’Idv, Massimo Donadi, due giorni dopo il segretario nazionale di Sel, Nichi Vendola, e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

Una sfilata che annuncia una chiusura di campagna elettorale con i fuochi d’artificio. (pi.bi.)