L’AQUILA – Chiuse le ostilità della campagna elettorale aquilana, AbruzzoWeb ha voluto raccontare gli otto candidati sindaco in modo diverso: intimo e un po’ scherzoso. Per questo ha rivolto ai concorrenti in gara otto domande sul modello del celebre “questionario di Proust”, nel tentativo di conoscerli più da vicino e fuori dalle cerimonie della politica. Allo stesso tempo ha voluto affiancare a ognuno di loro un personaggio dei fumetti o dei cartoon che potrebbe rappresentarli, giocando sul filo dell’ironia e della simpatia. Un modo per fare a tutti loro, ma soprattutto alla città, un sincero “in bocca al lupo”.
DI CESARE-STEWIE GRIFFIN
Piccolo ma incazzatissimo: è Stewie, il baby di casa Griffin, irriverente, senza peli sulla lingua e soggetto di frequente ad attacchi nervosi. Ettore Di Cesare in parte gli assomiglia, nella famiglia della sinistra aquilana è stato considerato l’ultimo arrivato e trattato con la sufficienza riservata a chi urla molto ma, in fondo, non può far male. Si sono sbagliati: ha costruito il suo mini-esercito disposto a tutto pur di sconquassare il mondo dei vecchi partiti. Come Stewie ha una vena distruttiva che punta alla catarsi della società. Il rischio è che L’Aquila, come papà Peter Griffin, lo ascolti dal divano distrattamente.
IL QUESTIONARIO DI PROUST
Nome e cognome: Ettore Di Cesare
Ultimo reddito dichiarato: 36 mila euro
Il tratto principale del mio carattere: l’apertura e la condivisione, non mi fermo mai allo status quo
La qualità che preferisco in un uomo: la sincerità e l’intraprendenza
La qualità che preferisco in una donna: l’indipendenza e la dolcezza
Quel che apprezzo di più nei miei amici: i loro rimproveri, quando servono
Il mio principale difetto: a volte sono troppo perentorio
La mia occupazione preferita: scoprire e capire le cose, e poi modificarle
Il mio sogno di felicità: la giustizia sociale
Quel che vorrei essere: registra cinematografico, di quelli bravi
Il colore che preferisco: arancione, naturalmente!
La mia canzone preferita: London Calling dei Clash
Il mio libro preferito: La luna e i falò di Cesare Pavese, che contiene la frase “Un paese ci vuole, non fosse altro che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”.
Il mio film preferito: Apocalypse now di Francis Ford Coppola, visto in anteprima al cinema Massimo durante “Una città in cinema”.
L’eroe di sempre: Nelson Mandela
Quel che detesto più di tutto: l’ipocrisia e l’opportunismo
Il mio motto: fuori dai loro giochi, dentro la mia città.





