L’AQUILA – “C’è bisogno che scendano in campo i migliori, quelli che sanno fare cose, perché la ricostruzione sarà in mano a noi”.
Con questa lusinghiera presentazione il sindaco uscente e ricandidato dell’Aquila, Massimo Cialente, ha presentato uno dei 32 candidati consiglieri della lista del Partito democratico: il capo redattore degli Interni del Messaggero di Roma, l’aquilanissimo Luciano Tancredi.
“Ho incontrato Massimo tempo fa – ha detto quest’ultimo – mi ha detto ‘rimbocchiamoci le maniche’, facendomi proprio il gesto. Per tutto il post-terremoto mi sono impegnato fuori L’Aquila per la mia città, il mio direttore mi disse ‘sei più importante a Roma’ poche ore dopo il sisma: adesso invece ho capito che la mia professionalità va spesa qui”.
Racconta di aver convinto moglie e figli “a rubare loro un pezzettino di vita portandoli all’Aquila e facendoli parlare con la gente e con il nonno, 87 anni. Alla fine – ha detto – mentre tornavamo a Roma, mi hanno detto ‘va bene, verremo noi a trovarti'”.
La candidatura con le insegne del Pd, in una lista affollata di ‘big’, comporterà alcuni sacrifici: se eletto, Tancredi andrà in aspettativa per pubblico impiego, rinunciando allo stipendio, “e anche all’insegnamento” in alcuni corsi e master.
Curioso è il fatto che Tancredi sia il secondo a lanciarsi nell’agone politico dopo la pluriennale carriera del fratello Pierluigi, potentissimo assessore alla Cultura e al Bilancio durante la Giunta di centrodestra, burattinaio della “grandeur” della Perdonanza celestiniana che ha prodotto eventi spettacolari e debiti siderali e successivamente presidente dell’Asm.
Inoltre, si crea una sorta di “derby” all’interno del Messaggero, vista la presenza tra i fedelissimi dell’avversario di Cialente, Giorgio De Matteis, di un altro cronista, Angelo De Nicola, capo della redazione di Teramo dopo aver guidato quella aquilana, già candidato sindaco nel 2007 con “L’Aquila città unita” e questa volta fuori dalle candidature ma comunque vicino all’agone politico.



