L’AQUILA – Una disamina a 360 gradi da parte della Fiom-Cgil dell’Aquila ha messo in evidenza questo pomeriggio tutte le vicissitudini del settore industria nella Provincia.
”È grave che in questa campagna elettorale si sta tascurando la discussione sul lavoro. Si deve avere un tetto sulla testa, ma è altrettanto avere anche un lavoro per vivere”.
Lo ha affermato il segretario provinciale aquilano della Fiom-Cgil Alfredo Fegatelli, insieme ai colleghi Cinzia Ghizzoni, Simona De Sanctis, Maurizio Sacchetto e Pietro Campanella.
”A tre anni dal terremoto – ha aggiunto Fegatelli – dobbiamo constatare l’immobilismo totale di tutte le istituzioni verso il settore industria della Provincia. Non c’è stata nessuna programmazione. Il nostro sindacato si è adoperato da subito affinché dopo il sisma si potessero riaprire subito le aziende”.
”Non si è pensato – ha spiegato la Fiom-Cgil – di invitare gli imprenditori, attraverso il credito d’imposta, a effettuare nuove assunzioni. Il polo elettronico ha una grande potenzialità, ma non gli enti non sono riusciti a far insiediare nessuna nuova impresa. È possibile che nessuna azienda ha poi investito nel cratere sismico per una fabbrica a servizio per la ricostruzione, come ad esempio un sito dedicato ai fotovoltaici”.
”Da tre anni – ha rammentato Fegatelli – la maggior parte degli operai sono in cassa integrazione. Si rischia un allarme sociale, visto che anche gli operai vogliono lasciare il capoluogo abruzzese. Non si può andare a lavorare senza sapere se c’è un futuro: questa frustazione si aggiunge a quella legata al terremoto, come la socialità”.
Sul banco degli imputati la Fiom-Cgil mette anche la nuova riforma sul lavoro del ministro Elsa Fornero.
”È un’altra tragedia per i lavoratori, ad esempio i lavoratori della Finmek Solutions già da sei anni non potrebbero godere di nessun ammortizzatore sociale”.
Il 13 aprile è previsto un incontro in Prefettura per la vertenza della Selex Elsag.
”L’azienda sta riorganizzando il suo assetto – ha affermato la sindacalista Ghizzoni – e nonostante la Finmeccanica abbia acquistato dei terreni all’Aquila per la costruzione della nuova azienda è tutto fermo. Noi vogliamo che il personale rimanga nel capoluogo e non vadano fuori a lavorare”. (s.cas.)





