L’AQUILA – “O si giunge a un nome condiviso oppure mi candido. Se invece si troverà un nome unitario, mi farò da parte. Non ci sono dunque ora le condizioni per sciogliere le riserve, non ne registro condizioni politiche,  dico solo che Passo Possibile non vuole percorsi divisivi, io guardo al cuore la città”.

Lo ha detto oggi in conferenza stampa a palazzo dell’Emiciclo il consigliere regionale di Legnini Presidente, Americo di Benedetto, leader dei civici il Passo possibile  già candidato sindaco nel giugno 2017. Il suo nome è stato dato finora tra quelli papabili per l’area larga del centrosinistra che a quattro mesi dalle elezioni amministrative dell’Aquila non trova un candidato unitario da contrapporre al ricandidato sindaco, Pierluigi Biondi, di Fratelli d’Italia, sostenuto compattamente dalle forze del centrodestra, in  campo da mesi.

In lizza ci sono anche la deputata del Partito democratico Stefania Pezzopane, e da ieri Fabrizio Marinelli, 70enne giurista, avvocato e accademico aquilano, lanciato dal Movimento 5 stelle. E nessuno dei due pare intenda fare un passo indietro.

Da segnalare, tra il pubblico,  la presenza del consigliere regionale del Partito democratico, Pierpaolo Pietrucci, seduto in prima fila,  l’ex presidente della Fondazione Carispaq, Marco Fanfani, il consigliere comunale di Italia viva Paolo Romano.

Presenti il presidente di Passo Possibile Fabrizio Ciccarelli, il consigliere provinciale Fabio Camilli, il consigliere comunale Elia Serpetti con assenti giustificati i consiglieri Emanuela Iorio e Antonio Nardantonio, per motivi personali.

“Ci dobbiamo riunire intorno ad un nome – ha lanciato un ulteriore messaggio Di Benedetto -, serve volontà unanime, chiedo alla città di fare un passo avanti, e alle forze politiche chiedo di riunirsi intorno ad un nome, non intorno un tavolo, individuando una figura di esperienza amministrativa, con una predisposizione a dare, e non ha ricevere, che abbia tempo e passione da dedicare a L’Aquila. Questa città deve essere governata, non politicizzata”.

E ha poi sottolineato: “io non posso fare passi indietro, perché non ho fatto passi avanti, a me è stato chiesto di candidarmi, non sono stato io a farlo, e me lo ha chiesto una forza politica che on avrà una rilevanza nazionale, ma ha quattro postazioni in consiglio comunale Avrei fatto il candidato sindaco se tutti me lo avessero proposto”.

Se ciò non avverrà, insomma, e se non si troverà un nome di sintesi in tempi strettissimi, Di Benedetto si candiderà, con buona pace dell’unità del centrosinistra e del fronte anti anti-Biondi.