L’AQUILA – “Molti ignorano che da almeno 15 anni i Comuni hanno la possibilità di esercitare le funzioni sui servizi per l’impiego, di svolgere direttamente il ruolo decisivo di far incontrare la domanda e l’offerta, un qualcosa di importantissimo qui all’aquila e nel cratere sismico, anche perché ci sono a disposizione 200 milioni di euro dei fondi del 4 per cento per le attività produttive”.

La proposta arriva da Venanzio Cretarola, presidente dell’associazione Lavori@mo per L’Aquila, nata all’interno del contact center Inps-Inail-Equitalia in cui lavorano 560 persone, di cui il 25 per cento disabili.

Cretarola è candidato nella lista Socialisti e popolari alle elezioni comunali dell’Aquila a sostegno di Americo Di Benedetto. 

“Per me il tema  principale di questa campagna elettorale – prosegue Cretarola – è quello del lavoro che si può creare, sviluppare e tutelare. E la mia proposta è quella di far si che il Comune assuma tali competenze, per tutto il territorio del cratere sismico, al fine di indirizzare e controllare le strutture private, e creare occasioni di lavoro, soprattutto per i settori più svantaggiati”.

Un servizio per l’impiego efficiente e comunale potrebbe dunque sfatare quanto affermato dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ovvero che “nel campo lavorativo il rapporto di fiducia è un tema sempre più essenziale”: si creano più opportunità “a giocare a calcetto che a mandare in giro i curriculum”. 

“Il ministro ha indubbiamente usato un’espressione infelice, ma nella sostanza c’è del vero in ciò che ha detto: conta sempre meno il curriculum e conta sempre di più la rete amicale, il passaparola. Per questa ragione, ribadisco, serve una struttura pubblica, che collabori e sia integrata con le strutture private e che possa così garantire pari opportunità di accesso al mondo del lavoro”. 

Va ricordato però che nei centri per l’impiego regna la confusione, a causa del passaggio delle competenze dalle Province alle Regioni, come imposto dalla riforma Delrio.

Ad oggi solo il 2 per cento quelli che trovano lavoro si è rivolto ai centri del’impiego, strumenti che evidentemente non funzionano e vanno radicalmente ripensati. 

“A seguito della vittoria del no all’ultimo referendum, che prevedeva il riaccentramento delle politiche del lavoro a livello nazionale e ministeriale, le competenze sono rimaste in capo alle Regioni, che nel frattempo hanno assunto le competenze e l’attività gestionali dei centri per l’impiego che prima erano affidati alle Province. Ma le Regioni non hanno mai esercitato queste funzioni, ecco perché si assiste alla drammatica assenza del ruolo pubblico dei servizi per l’impiego, che non può essere svolto solo dalle agenzie private. Serve il ruolo di indirizzo e controllo da parte delle strutture pubbliche, questo per me può farlo al meglio proprio il Comune”.

Cretarola aggiunge poi che “Si può utilizzare una parte del fondo del 4 per cento per il rilancio delle attività produttive nel cratere sismico, così da sostenere e incentivare i settori che creano più posti di lavoro. All’Aquila sono stati dati 20 milioni al polo farmaceutico, ed è stato utile, peccato però che non si sia assunto un numero auspicabile di addetti”. 

“Si è trascurato invece – prosegue il candidato – il settore dei servizi a distanza, quelli che oggi creano più posti di lavoro. Non mi riferisco solo ai call center, ma anche ai servizi informatici, alla gestione amministrativa, ci sono aziende aquilane che hanno delocalizzato in Romania, dove c’è il costo del lavoro più basso d’Europa. Eppure, con questi fondi, ben utilizzati, L’Aquila e il cratere possono diventare altamente concorrenziali, in termini di convenienza ad investire, più della Romania”. Filippo Tronca