L’AQUILA – La coalizione di centrosinistra “Vivendo L’Aquila”, che ha organizzato le primarie vinte lunedì scorso da Americo Di Benedetto, non allargherà i suoi confini ad altre forze politiche.
Lo si è deciso oggi al termine di un primo confronto strategico dopo le pre-consultazioni, una mossa che comporta conseguenze importanti sugli assetti che si presenteranno al primo turno delle amministrative dell’11 giugno.
Almeno fino al ballottaggio, infatti, non sarà della partita Rifondazione comunista, che pure in sede di nascita della coalizione si pensava di poter includere.
“L’Ulivo è finito” ha dichiarato il consigliere uscente Enrico Perilli, e ora proprio lui potrebbe essere un candidato sindaco di bandiera al primo turno di Prc.
Soluzione, questa, senz’altro più praticabile rispetto a un più difficile tentativo di riunificazione di una “cosa rossa” chiamando a raccolta anche i civici Nicola Trifuoggi, che oltre agli ex grillini deve ancora far capire chi lo sostiene, e i civici di L’Aquila chiama, che comunque non vogliono contiguità con il passato.
Sfoglia la margherita anche l’Unione di centro che, dopo aver proclamato la rottura con il centrodestra e l’appoggio agli avversari, segnatamente allo sconfitto alle primarie Pierpaolo Pietrucci, ora si ritrova fuori.
Improbabile, in questo caso, l’ipotesi di una candidatura a sindaco di un esponente della Vela al primo turno, più probabile un rientro nel centrodestra che si è riunito in appoggio a Pierluigi Biondi, coalizione da dove, però, Luciano Bontempo e soci sono usciti sbattendo la porta, o addirittura un appoggio al civico Giancarlo Silveri di Riscatto Popolare.
Di “Vivendo L’Aquila”, perciò, continueranno a far parte solo Abruzzo civico, Centro democratico, Articolo 1 Movimento democratici e progressisti, Democratici e socialisti per L’Aquila, Italia dei valori, L’Aquila lavoro e sicurezza, Partito democratico, Partito socialista italiano e Territorio collettivo. (alb.or.)





