L’AQUILA – Il centrodestra aquilano è ormai allo sbando in vista delle prossime elezioni amministrative di giugno e la nuova candidatura a sindaco “di sintesi” spacca ancora di più il quadro.
In un tourbillon di nomi, dietro al quale non è stata manifestata neanche una singola idea di politica per la città, spuntano altre possibili investiture nel tentativo, maldestro e tardivo, di riunificare la coalizione mentre la base non sa più che pensare e i cittadini di questa parte politica danno già quasi per scontata la vittoria del centrosinistra al prossimo voto di giugno.
Come riportato oggi dal quotidiano Il Centro, il nome nuovo, tirato fuori da Forza Italia, potrebbe essere quello di Luca Bergamotto, attuale direttore dell’emittente Laqtv, ex consigliere regionale e comunale, capogruppo di Forza Italia all’Emiciclo non ancora trentenne, già candidato sindaco nel 2007 con la Democrazia cristiana per le autonomie.
Una candidatura giudicata in grado di riunire tutti, nelle parole rilasciate al quotidiano, dal suo artefice, Guido Liris, capogruppo uscente e vice presidente regionale di Forza Italia, ma che sintesi invece non fa.
Restano, infatti, sul tavolo le candidature già annunciate di Luigi D’Eramo (Noi con Salvini), Pierluigi Biondi (Fratelli d’Italia) e Giancarlo Silveri (movimento civico Riscatto popolare). Che accolgono non certo a braccia aperte l’ipotesi-Bergamotto, appresa dal giornale come fatto compiuto e deciso a Roma.
“Non mi piacciono le modalità singolari di una decisione che sarebbe stata presa attraverso livelli non conosciuti, ci vuole un minimo di grammatica istituzionale – dice ad AbruzzoWeb Biondi, che di Liris è amico – Invece nessuno mi ha detto nulla, perciò continuo sulla mia strada”.
Anche Silveri è perplesso. “Di questa ipotesi ho saputo aprendo il giornale, il metodo di sicuro non porta conciliazione – fa notare – Anche gli altri candidati mi pare non ne sapessero niente, oltretutto io sono un civico e non ho vincoli di partito, qui si lanciano nomi a caso e non so neanche che Bergamotto, su cui non ho nulla da dire, ne fosse al corrente”.
I salviniani D’Eramo ed Emanuele Imprudente non hanno risposto al telefono, ma sarebbe davvero strano che, dopo aver richiesto le primarie pena la minaccia di andare da soli fino a ieri, e aver ammesso per la prima volta a taccuini chiusi che quasi certamente non si faranno, ora accettassero dall’oggi al domani l’ipotesi Bergamotto, a meno di non averla concordata con molto anticipo al di là delle dichiarazioni ufficiali.
E non è ancora finita. Rispunta anche, dopo essere stato una delle idee iniziali poi accantonate, l’ex deputato e senatore Marcello De Angelis: in questi giorni, secondo quanto appreso, è stato ricontattato per sondare una sua eventuale disponibilità.
E ancora, nel weekend è stato avvistato a Roma l’ex assessore regionale Gianfranco Giuliante, ufficialmente per suo annuncio fuori dalla contesa, ma al contrario molto molto attivo sottotraccia, peraltro su più tavoli: mentore di D’Eramo da un lato, pronto a scendere in campo in prima persona dall’altro, con l’appoggio di Salvatore Santangelo, dell’associazione L’Aquila futura, che lo accompagnava nella “mission” romana.
Insomma, la sintesi e l’unità sbandierate sono ben lungi dall’essere trovate, tantomeno sul nome di Bergamotto.
Quanto a Liris, artefice di tutta la strategia forzista di queste amministrative, e accreditato di essere anch’egli candidato, al contrario, viene confermato oggi, la sua corsa cela l’obiettivo personale, già ventilato negli ambienti politici, di puntare a uno scranno in Consiglio regionale alle elezioni del 2019.
D’altronde, ai microfoni di questo giornale Liris aveva ammesso che “qualsiasi ambizione è legittima, a volte si può riporre per altre battaglie la propria disponibilità, ma non si tira mai indietro la gamba”.
A Bergamotto e Liris va affiancato un ulteriore nome forzista, quello di Roberto Tinari, vice presidente del Consiglio comunale, spuntato come “provocazione” in caso di rottura totale poi sfumata, ma comunque sintomo dell’incertezza che regna attualmente in quello che oggi dovrebbe essere il partito di riferimento.
Tra gli sponsor dell’operazione-Bergamotto, ma che non disdegnerebbe neanche l’ipotesi De Angelis, ci sarebbe, infine, anche Valerio Di Pasquale, ex commissario provinciale della Destra, ora nella lista del Movimento per la sovranità di Francesco Storace e Gianni Alemanno, sebbene l’ipotesi preferita fosse quella delle primarie di coalizione, richieste dai salviniani e che, comunque, quasi con certezza non si svolgeranno.




