L’AQUILA – “Un Consiglio con gli stessi pregi e difetti della società in cui viviamo, ma che ha lavorato molto pur avendo tutti i consiglieri gli stessi problemi degli altri cittadini dell’Aquila”.

Questa la valutazione ai microfoni di AbruzzoWeb al termine del suo quinquennio di mandato da parte di Carlo Benedetti, presidente uscente del Consiglio comunale dell’Aquila, candidato nella lista del Partito democratico cui si è avvicinato dopo aver fatto parte per anni dei Comunisti italiani.

Quanto all’annoso problema dei monogruppi, spesso affrontato da AbruzzoWeb, per Benedetti “è un problema di sistema elettorale, con 32 consiglieri invece di 40 sarà molto difficile che ci siano monogruppi. Non sarà necessario invece – assicura – cambiare il regolamento comunale”.

Sul tema del numero legale proprio Benedetti ha ‘duellato’ a lungo con questo giornale che aveva parlato di “figuraccia” quando non si riuscì ad approvare un provvedimento-chiave.

“Far saltare il numero – ribadisce oggi -è una tecnica di guerriglia di cui l’opposizione ha fatto largo uso, troppo. La maggioranza deve tenere i numeri? No, dev’essere il Consiglio intero a farlo”.

Anche se, ammette poi, “la maggioranza è sempre stata molto risicata, ci sono stati tanti abbandoni e ‘tergicristalli’ passati da uno schieramento a un altro”.

Quanto all’ipotesi di un Cialente-bis, per l’avvocato “la gente non ha bisogno né di polemiche né di cambiare il conducador: Cialente – sostiene – ha già fatto, sa come si fa e ha le capacità per governare la nuova fase, può farcela al primo turno”.

Sul suo addio allo schieramento di estrema sinistra: “Cinque anni di governo hanno segnato in maniera pesante le differenze con Rifondazione comunista”, dice.

Frecciate agli avversari: “Giorgio De Matteis è in caduta libera”. (alb.or.)