L’AQUILA – “Non è che lascio il Partito dei comunisti italiani e aderisco al Partito democratico, semplicemente non presento una lista autonoma e mi candido come indipendente in quella del Pd”.

Queste le novità in vista della prossima consiliatura annunciate oggi in conferenza stampa dal presidente uscente del Consiglio comunale dell’Aquila, Carlo Benedetti, che si ripresenterà agli elettori, stavolta con il partito maggiore della coalizione.

All’incontro con i cronisti era presente anche il primo cittadino uscente e ricandidato, Massimo Cialente, che ha lodato la presidenza Benedetti e ha addirittura proposto un bis. “Sono pronto a rifarlo”, ha ribattuto lusingato l’interessato.

Benedetti non ha aderito alla Federazione della sinistra, l’alleanza nata a livello nazionale tra il suo partito, il Pdci, e Rifondazione comunista.

“La Federazione – ammette – è uno schieramento a trazione totale-Rifondazione, tre quarti di Prc e un quarto di Pdci. Ho rispetto per i compagni di Rifondazione, con cui ho condiviso un percorso e il patrimonio culturale, ma in questi cinque anni le nostre posizioni in Consiglio comunale sono state troppo diverse”.

Questa consiliatura, riassume Benedetti, “si è retta con l’asse di ferro tra Pdci e Pd e l’appoggio di Arduini. Per me il rapporto con Vito Albano (capogruppo uscente del Pd, ndr) è stato quotidiano”.

Perciò “mi sembra una scelta coerente quella di una candidatura con il Pd. Mi candido come indipendente e tutto sommato non mi sembra nulla di nuovo”.

Ma rispetto ai tempi dei dilibertiani, in cui Benedetti era il primo della classe, nei democrat sarà uno dei tanti.

“Essere eletto sarà più difficile – ammette – avrò bisogno di almeno il doppio dei voti (nel 2007 furono 163, ndr). Penso di aver lavorato bene ho privilegiato l’interesse della città al partito e questo la gente lo sa”. (alb.or.)