L’AQUILA – In Abruzzo escono due vincitori dalle urne: il centrodestra di Silvio Berlusconi, che conquista il premio di maggioranza al Senato e spedisce quattro rappresentanti a palazzo Madama, e il Movimento 5 stelle, che è primo partito in entrambe le Camere, con circa un elettore su tre che mette la croce sulla creatura di Beppe Grillo.

Un risultato inatteso rispetto alle previsioni, che lascia fuori dal parlamento almeno tre pezzi da novanta del Partito democratico: l’ex presidente del Senato Franco Marini, e i deputati uscenti Paola Concia (terza al Senato) e Giovanni Lolli (settimo alla Camera).

Alla fine il dato del Senato è certo: sono eletti Silvio Berlusconi, Gaetano Quagliariello, Paola Pelino e Antonio Razzi per il Pdl, con il consigliere regionale Federica Chiavaroli subentrante in caso di dimissioni del Cav, che potrebbe optare per un’altra circoscrizione, Enza Blundo e Gianluca Castaldi per il M5s e Stefania Pezzopane per il Pd.

Per i democrat va meglio alla Camera, dove usufruiscono del premio di maggioranza nazionale.

Secondo una prima ripartizione ufficiosa dei seggi del Pd ne entrano sei: Giovanni Legnini, Antonio Castricone, Tommaso Ginoble, Maria Amato, Yoram Gutgeld e Vittoria D’Incecco. Sempre nel centrosinistra la spunta Gianni Melilla, coordinatore regionale di Sinistra ecologia e libertà.

I grillini eletti sono Gianluca Vacca, Andrea Colletti e Daniele Del Grosso. Tre pure i rappresentanti Pdl: Filippo Piccone, Paolo Tancredi e Fabrizio Di Stefano. Giulio Sottanelli di Scelta civica completa la pattuglia dei 14 deputati abruzzesi.

Non ce la fa, per una manciata di voti, il capolista di Fratelli d’Italia, l’assessore regionale Paolo Gatti, così come è fuori dai giochi il vice presidente dell’Emiciclo Giorgio De Matteis, travolto dalla debacle nazionale dell’Unione di centro, e la capolista al Senato Nicoletta Verì.

Restano esclusi dal parlamento pure i dipietristi Carlo Costantini e Alfonso Mascitelli, teste di serie a Camera e Senato di Rivoluzione civile, che non centra né il quorum nazionale del 4% né quello regionale dell’8 necessario per partecipare alla ripartizione dei seggi, rispettivamente, per Montecitorio e palazzo Madama.

Lo stesso Mascitelli, coordinatore regionale dell’Italia dei valori, ha già annunciato che giovedì si presenterà dimissionario all’esecutivo regionale del partito.

Porte sbarrate anche per tutti i partiti minori, fagocitati dal “voto utile” e dallo tsunami grillino.

In Italia il centrosinistra prevale di misura, +0,36%, pari a poco più di 100 mila voti, alla Camera e mette al sicuro 340 deputati (292 Pd, 37 Sel, 6 Centro democratico e 5 Sudtiroler Volkspartei), cioè il 55% dell’aula; al centrodestra vanno 124 seggi (97 Pdl, 18 Lega Nord e 9 Fratelli d’Italia), al Movimento 5 stelle 108 deputati, alla coalizione di Mario Monti 45 (37 Scelta civica, 8 Udc).

Ma è al Senato dove si gioca la vera partita, la ripartizione dei posti a palazzo Madama, infatti, avviene su scala regionale, per cui il centrosinistra è avanti di un punto percentuale complessivamente, ma la maggioranza relativa dei senatori va al Pdl con 116 seggi, il Pd segue con 113, poi Grillo con 54 e Monti con 18. Nessuno, dunque, ha i numeri per governare l’aula e il rischio è che si crei una fase di stallo prima ancora che la legislatura abbia inizio, visto che il futuro governo dovrà incassare la fiducia in entrambi i rami del parlamento.

Una situazione di incertezza che ha già mostrato i suoi effetti sui mercati, con le borse che sono andate giù e lo spread che ha ricominciato a galoppare. Pierluigi Biondi

I RISULTATI
 
SENATO – 1.644 sezioni su 1.644
<span style='LEADER E PARTITI <span style='VOTI <span style='PERCENTUALI <span style='SEGGI
BEPPE GRILLO
<span style='201.328 <span style='28,36% <span style='2
 Movimento 5 stelle 201.328 28,36% 2
SIMONE DI STEFANO
<span style='2.255 <span style='0,31% –
 Casapound 2.255 0,31% –
MARIO MONTI
<span style='53.478 <span style='7,53% –
 Con Monti per l’Italia 53.478 7,53% –
SILVIO BERLUSCONI
<span style='210.291 <span style='29,62% <span style='4
 Lega Nord 1.336 0,18% –
 Intesa popolare 2.959 0,41% –
 La Destra 9.199 1,29% –
 Grande Sud 2.989 0,42% –
 Popolo della libertà 173.533 24,44% 4
 Fratelli d’Italia 20.275 2,85% –
ANTONIO INGROIA
<span style='18.726 <span style='2,63% –
 Rivoluzione civile 18.726 2,63% –
ROBERTO FIORE
<span style='2.565 <span style='0,36% –
 Forza nuova 2.565 0,36% –
OSCAR GIANNINO
<span style='3.528 <span style='0,49% –
 Fare per fermare il declino  3.528 0,49% –
PIERLUIGI BERSANI
<span style='199.354 <span style='28,08% <span style='1
 Partito democratico 173.595 24,45% 1
 Sinistra ecologia libertà 20.032 2,82% –
 Centro democratico 5.727 0,80% –
MARCO FERRANDO
<span style='3.923 <span style='0,55% –
 Partito comunista dei lavoratori  3.923 0,55% –
CARLO MASCI
<span style='11.817 <span style='1,66% –
 Rialzati Abruzzo 11.817 1,66% –
MARCO PANNELLA
<span style='2.535 <span style='0,35% –
 Lista amnistia giustizia libertà 2.535 0,35% –
 Schede bianche 10.227 1,38%  
 Schede nulle 19.091 2,58%  
 Schede contestate 27 0,00%  
camera – 1.644 sezioni su 1.644
<span style='LEADER E PARTITI <span style='VOTI <span style='PERCENTUALI <span style='SEGGI
ANTONIO INGROIA
<span style='25.769 <span style='3,31% –
 Rivoluzione civile 25.769 3,31% –
ROBERTO FIORE
<span style='2.964 <span style='0,38% –
 Forza nuova 2.964 0,38% –
MARCO PANNELLA
<span style='2.778 <span style='0,35% –
 Lista amnistia giustizia libertà 2.778 0,35% –
BEPPE GRILLO
<span style='232.542 <span style='29,87% –
 Movimento 5 stelle 232.542 29,87% –
MARCO FERRANDO
<span style='4.024 <span style='0,51% –
 Partito comunista dei lavoratori 4.024 0,51% –
MARIO MONTI
<span style='69.158 <span style='8,88% –
 Futuro e libertà  5.703 0,73% –
 Scelta civica con Monti per Italia 49.806 6,39% –
 Unione di centro 13.649 1,75% –
OSCAR GIANNINO
<span style='4.452 <span style='0,57% –
 Fare per fermare il declino 4.452 0,57% –
PIER LUIGI BERSANI
<span style='204.285 <span style='26,24% –
 Partito democratico 175.968 22,60% –
 Centro democratico 4.492 0,57% –
 Sinistra ecologia libertà 23.825 3,06% –
SIMONE DI STEFANO
 
<span style='2.580 <span style='0,33% –
 Casapound 2.580 0,33% –
SILVIO BERLUSCONI
<span style='229.883 <span style='29,53% –
 Intesa popolare 4.354 0,55% –
 Lega Nord 1.407 0,18% –
 La Destra 8.204 1,05% –
 Grande Sud – Mpa 2.703 0,34% –
 Popolo della libertà 185.522 23,83% –
 Fratelli d’Italia 27.693 3,55% –
 Schede bianche 10.728 1,32%  
 Schede nulle 21.409 2,64%  
 Schede contestate 18 0,00%  
RAFFRONTO DATI 2008-2013 (dati Camera dei deputati)

MOVIMENTO 5 STELLE: 232.542 voti (29,87%), nel 2008 non presente alle elezioni
 
CENTRODESTRA

IL POPOLO DELLA LIBERTÀ: 185.522 (23,83%), nel 2008 344.203 (41,59%)
FRATELLI D’ITALIA: 27.693 (3,55%), nel 2008 non presente alle elezioni
LA DESTRA: 8.204 (1,05%), nel 2008 26.153 (3,16%) non in coalizione
INTESA POPOLARE: 4.354 (0,55%), nel 2008 non presente alle elezioni
GRANDE SUD-MPA: 2.703 (0,34%), nel 2008 MPA 13.370 (1,61%)
LEGA NORD: 1.407 (0,18%), nel 2008 non presente alle elezioni in Abruzzo

Totale coalizione: 229.883 (29,53%), nel 2008 357.573 (43,20%)
 
CENTROSINISTRA

PARTITO DEMOCRATICO: 175.968 (22,60%), nel 2008 277.226 (33,50%)
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTÀ: 23.825 (3,06%), nel 2008 non presente alle elezioni
CENTRO DEMOCRATICO: 4.492 (0,57%), nel 2008 non presente alle elezioni

Totale coalizione: 204.285 (26,24%), nel 2008 (insieme all’ITALIA DEI VALORI) 335.302 (40,51%)
 
MARIO MONTI         

SCELTA CIVICA CON MONTI PER L’ITALIA: 49.806 (6,39%), nel 2008 non presente alle elezioni
UNIONE DI CENTRO: 13.649 (1,75%), nel 2008 48.452 (5,85%) non in coalizione
FUTURO E LIBERTÀ: 5.703 (0,73%), nel 2008 non presente alle elezioni

Totale Coalizione: 69.158 (8,88%)
 
RIVOLUZIONE CIVILE: 25.769 (3,31%), nel 2008 SINISTRA ARCOBALENO 26.245 (3,17%), IDV 58.076 (7,01%) in coalizione con il PD

FARE PER FERMARE IL DECLINO: 4.452 (0,57%), nel 2008 non presente alle elezioni
 
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI: 4.024 (0,51%), nel 2008 6.299 (0,76%)
 
FORZA NUOVA: 2.964 (0,38%), nel 2008 4.390 (0,53%)
 
AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTÀ: 2.778 (0,35%), nel 2008 nella lista del PD come RADICALI
 
CASAPOUND ITALIA: 2.580 (0,33%), nel 2008 non presente alle elezioni

LE REAZIONI


MASCITELLI (IDV) ANNUNCIA LE DIMISSIONI

Il segretario regionale dell’Idv, Alfonso Mascitelli, ha convocato per giovedì pomeriggio nella sede di Pescara l’esecutivo regionale per comunicare le sue dimissioni dalla carica di segretario.

“Nel nostro paese – ha dichiarato – dopo ogni elezione tutti dicono di aver vinto o di essere soddisfatti per aver perso di meno, ritengo invece giusto e onesto con le mie dimissioni accelerare al massimo l’avvio di una nuova stagione, per recuperare la credibilità delle battaglie fatte e del nostro impegno futuro”.

“Come Idv – prosegue – abbiamo purtroppo pagato, anche qui in Abruzzo, l’effetto trascinamento di vicende nazionali. Il progetto politico, che abbiamo intrapreso con Ingroia, che era l’unico coerente con la nostra opposizione fatta dentro e fuori il Parlamento, è partito purtroppo in ritardo, è stato preparato con alcuni errori e comunicato con grandi difficoltà ai cittadini che lo hanno percepito come una sommatoria di vecchi partiti e per questo ci hanno fortemente penalizzato”.

“Il Pd, al contrario, con la già sperimentata vocazione maggioritaria, pensava di aver già vinto le elezioni e dopo aver contribuito a resuscitare la destra di Berlusconi ha consegnato di fatto il nostro Paese all’ingovernabilità. Ci auguriamo – conclude – che non intendano replicare questa brutta esperienza anche alle prossime regionali, perché sarebbe un altro regalo, e questa volta fatto alla destra di Chiodi”.

QUAGLIARIELLO (PDL): “COMPIUTO MIRACOLO”

“Abbiamo seguito l’esempio che in questo mese Berlusconi ci ha dato, compiendo un miracolo a livello nazionale”: lo ha detto Gaetano Quagliariello, confermato senatore del Pdl, in conferenza stampa a Pescara commentando, con altri eletti, i risultati delle elezioni.

“Ce l’abbiamo fatta perché la politica si fa con la testa e con il cuore, ha una sua razionalità. Non si guarda dal buco della serratura, e soprattutto abbiamo capito una cosa che ci ha insegnato Berlusconi: quando si scende in campo bisogna provare a vincere. A nome di tutti vorrei far arrivare un sentito grazie al presidente Berlusconi”.

“Non pensiamo che la campagna elettorale sia finita – ha detto poi Quagliariello riferendosi alle prossime elezioni regionali – Questo entusiasmo lo utilizzeremo subito perché l’Abruzzo resti al centrodestra”.

CHIODI (PDL): “RECUPEREMO VOTI PERSI RISPETTO AL 2008”

Nonostante rispetto alle politiche del 2008 il Pdl in Abruzzo abbia perso oltre 150 mila voti, passando dal 41,1% al 29,1% “ma lo scenario nazionale da allora è diverso”, ha ammesso Filippo Piccone, neo deputato e coordinatore regionale del partito, il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha detto che “questo vuol dire che c’è un bacino da recuperare, anche se dovessero cambiare quelle condizioni nazionali”.

“Ma la risposta alla riduzione di voti al Pdl è un’altra – insiste il governatore – e cioè: come ha fatto il Pd ad aver perso i suoi voti? Noi lo sappiamo. Vuol dire che la gente non si fida del Pd…”.

Per Chiodi uno dei motivi è la legge elettorale: “il Pdl mi risulta avesse un testo, ma il Pd, convinto di aver già vinto a mani basse si è tenuto stretto il Porcellum. È stata una strategia non lungimirante, inaspettata al Senato in Abruzzo: ma è una giusta lezione per il Pd, che pensava di aver già vinto”.

A dar manforte a Chiodi è arrivato anche Fabrizio Di Stefano, anche lui rieletto al parlamento: “È un dato da valutare – ha chiarito nella conferenza stampa odierna dei vertici del Pdl – con attenzione. Oggi abbiamo euforia e eccitazione, perché abbiamo vinto contro ogni previsione, ma dobbiamo restare con i piedi per terra, e capire come riconquistare quei voti”.

“Pur se il momento storico è diverso, il Pdl in Abruzzo resta sempre tra i primi in Italia, sopra la media nazionale, ed è merito nostro – ha aggiunto – di questa dirigenza abruzzese. Quindi dobbiamo aver fiducia”.