ROMA – Sta per fermarsi il tourbillon di numeri che ormai da mesi angosciano le menti degli esponenti politici di tutti gli schieramenti. Da domani, infatti, calerà il silenzio assoluto sui sondaggi elettorali in vista delle prossime elezioni politiche di 24 e 25 febbraio.
In vista dello ‘zitti tutti’ imposto dall’Agenzia per le comunicazioni (Agcom), organi di informazione e istituti di statistica si sono scatenati per cercare di tracciare l’ultimo possibile quadro di previsioni verso il voto.
Tutti concordi nel dare il centrosinistra in vantaggio sul centrodestra, ma i margini sono discussi e oscillano notevolmente: tra 1,7 e 6,9 punti percentuali, a seconda delle diverse rilevazioni.
E per la terza piazza c’è duello serrato tra i centristi di Mario Monti e il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, che sembra prevalere nei papiri dei sondaggisti.
Previsione, quest’ultima, che se fosse confermata potrebbe tenere fuori dal Parlamento perfino molti capolista dello schieramento montiano a favore dei pari grillini.
Nel sondaggio condotto dall’istituto Demos, il margine di vantaggio del centrosinistra alla Camera è risicato: 5 punti e mezzo separerebbero oggi Berlusconi e Bersani, rispettivamente al 28,6 e al 34,1. Il Pd scenderebbe sotto il 30% (al 29,9%) dei consensi, il Pdl sarebbe sopra il 20% (20,4). In crescita il Movimento 5 stelle, oggi al 16%.
Più ampio il margine rilevato invece dal sondaggio di Renato Mannheimer per il Corriere della Sera. Il centrosinistra si attesterebbe al 37,2%, il centrodestra al 29,7 (7,5 punti di scarto), Il Movimento 5 Stelle al 14,3, Scelta Civica al 12,9 e Rivoluzione Civile al 4,2.
Sono 6,6 i punti percentuali che separano invece le due coalizioni principali nell’indagine condotta da Ipsos per Il Sole 24 Ore. Pd e Sel si attestano appena sotto la soglia critica del 35%, al 34,9% dei voti alla Camera mentre Pdl e alleati sono arrivati al 28,3%. Due settimane fa secondo l’Ipsos la distanza era di 10,8 punti.
Quasi sette punti percentuali dividono le due coalizioni nella rilevazione Ipsos per Il Messaggero. Alla Camera il centrosinistra viene dato al 35,2%, il centrodestra al 28,3% (scarto 6,9). Il Movimento 5 Stelle sarebbe al 15,9%, Scelta Civica 14,8%. Rischio di esclusione per Rivoluzione Civile, che si guadagna un risicato 3,7%, sotto la soglia di sbarramento per guadagnarsi seggi a Montecitorio.
Restano ormai solo “4 punti percentuali” per Nicola Piepoli. Per il sondaggista intervistato da La Stampa le percentuali non cambieranno sensibilmente da qui alle elezioni, anche perché è convinto che “gli indecisi non esistono”. Sia perché tutti hanno “ampiamente deciso quantomeno a livello inconscio”, sia perché “se uno è figlio di comunisti e non sa bene chi votare, difficilmente voterà un partito lontano dalle scelte della sua famiglia”. Resta il fatto che il centrodestra è “piuttosto stabile, attorno al 32%”, mentre il centrosinistra si attesta “attorno al 36%”.
E se si guardano i sondaggi di Euromedia, il divario scende ancora. “Siamo a 1,7 punti di distacco e mancano ancora due settimane, sono molto molto fiducioso”, ha rivelato Angelino Alfano citando la società di Alessandra Ghisleri, “Il sorpasso può avvenire in tempi rapidissimi, il divario si è enormemente ridotto”.






