L’AQUILA – I “Montiani” anche in Consiglio regionale d’Abruzzo, nonostante il magro bottino in Italia e in regione alle politiche: da subito, attraverso modifiche nei gruppi consiliari; e dopo le prossime Regionali, “anche perché lì si voterà con le preferenze e ci sarà da ridere”.
Non si sbilancia ma sembra alludere a uno scenario del genere Giorgio De Matteis, candidato con il numero 2 alla Camera nelle file dell’Unione di centro, non eletto e coinvolto nel tracollo montiano, nonostante un buon risultato del suo partito nella sua roccaforte, il capoluogo.
“La debacle a livello nazionale ha trascinato tutte le regioni. Il risultato dell’Aquila è positivo rispetto alla media nazionale ma è una magra soddisfazione, ci si aspettava molto di più”, spiega.
Anche perché l’Udc rispetto alle ultime Comunali in cui proprio Gdm ha perso il ballottaggio con Massimo Cialente, ha perso voti.
“Non c’è dubbio ma erano situazioni completamente diversa. Qui è entrata in gioco una situazione che ha sconvolto l’Italia – spiega – la presenza di Grillo, un recupero del Pdl in funzione di Berlusconi, un’azione dirompente che ha annullato tutto il resto. Bersani è scomparso dalla circolazione, Monti è stato relegato in un cantuccio e Casini neanche in un cantuccio, ma in tribuna”.
Sul futuro a palazzo dell’Emiciclo, “ho sentito Casini e Cesa, vedremo nei prossimi giorni che cosa succederà in Consiglio regionale. Sarà importante – profetizza – capire se il raggruppamento montiano è solo un’operazione commerciale di carattere politico legata alla competizione elettorale o se invece è qualcosa che va oltre, tende ad allargarsi e a lavorare per le prossime Regionali”.
Stessa cosa per il Comune aquilano, “dobbiamo verificare quello che succede da qui alle prossime settimane e poi decideremo in tutta la regione”.
Vicepresidenza del Consiglio in bilico se arriverà l’ordine di opporsi a Chiodi come ha fatto fin qui il capogruppo Antonio Menna? “Non è in bilico nulla”, assicura in conclusione De Matteis, sia perché “si deve essere coerenti con se stessi e con chi elettore ti ha mandato a svolgere un certo ruolo, altrimenti si diventa dei pagliacci”, sia perché “Menna, che fa anche tenerezza, parla di un’opposizione che non si capisce quale sia. L’Udc è ovunque con il centrodestra”.
LA RISPOSTA A DE LAURENTIIS: “DOPO I REGALI, IL TOPOLINO E’ FUGGITO”
Uno strale particolare De Matteis lo riserva al suo nemico storico, Rodolfo De Laurentiis, che ieri, interpellato a caldo da questo giornale, ha tuonato: “Io ho lasciato l’Udc al 6%. Con De Matteis la ritrovo al 2, dovete chiedere a lui cosa è successo”.
“Quando io sono andato via dall’Udc era al 15%, unica provincia a due cifre assieme ad Avellino, mentre con lui è arrivata al 6% ed è la testimonianza dell’incapacità del personaggio – la replica altrettanto velenosa – Peraltro De Laurentiis, come tutti i topolini che scappano quando la nave affonda, appena non ha ricevuto la sua candidatura è fuggito, facendo votare altri partitelli, Tabacci”.
“Sentire queste cose da un uomo che ha avuto soltanto regali dall’Udc, due candidature regalate, due volte consigliere d’amministrazione Rai – sbotta Gdm in conclusione – è abbastanza patetico e ridicolo. È piccolo sciacallaggio di un personaggio che non conta nulla e che al rinnovo della Rai se ne andrà finalmente a casa”. (alb.or.)





