L’AQUILA – La Corte d’Appello dell’Aquila ha proclamato i sette senatori abruzzesi eletti il 4 marzo alle elezioni politiche.

I nuovi senatori da venerdì scorso hanno acquisito il diritto all’immunità, quindi in base alla  Costituzione: non possono essere perseguiti per le opinioni espresse ed i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.

Il provvedimento è stato firmato da Giuseppe Iannaccone, presidente dell’Ufficio elettorale regionale: ultimato il riconteggio a livello regionale il giudice ha comunicato i risultati alla Giunta per le immunità del Senato.

Domani, secondo quanto si è appreso e da quanto riportato dal quotidiano dell’Abruzzo il centro, sarà la volta dei 14 eletti alla Camera dei deputati. In Abruzzo 11 dei 21 parlamentari sono del movimento cinque stelle, 3 di Forza Italia, 3 della Lega, 1 di noi con l’Italia-Udc e 3 del Partito democratico. 

Le proclamazioni al Senato giungono a ridosso dell’insediamento del Parlamento, in programma per il 23 marzo prossimo. Come scrive l’ansa, i  tempi si sono dilatati in seguito agli effetti delle complesse alchimie della legge elettorale denominata “Rosatellum”.

In particolare, già subito dopo il voto, alcuni presidenti di seggio non si sono voluti assumere la responsabilità di fare i complessi calcoli imposti dalla nuova legge elettorale e non hanno concluso le operazioni di scrutinio, ma si sono limitati ad inviare le schede direttamente alle Corti d’appello che hanno dovuto e devono ancora completare le operazioni per la proclamazione degli eletti.

I sette eletti in senato: per il proporzionale si tratta del riconfermato Gianluca Castaldi, 47 anni di Vasto e la new entry Gabriella Di Girolamo, 41 anni di Sulmona, del Movimento 5 Stelle, che nel listino hanno ricevuto 274.185 voti pari al 39,29 per cento; per la Lega Salvini l’economista e docente universitario della D’Annunzio Alberto Bagnai, 56 anni di Firenze ma residente a Roma (97.196 voti pari al 13,93 per cento); per Forza Italia, il coordinatore regionale Nazario Pagano, 61 anni, nato a Napoli e residente a Pescara (110.665 voti pari al 15,86 per cento); e per il Pd il Luciano D’Alfonso, 52 anni, di Lettomanoppello e residente a Pescara (97.531 voti pari al 13,97 per cento), presidente della Regione non ancora dimessosi.

A questi si aggiungono i due senatori eletti nell’uninominale nei collegi Pescara-Chieti e L’Aquila-Teramo, l’ex direttore del quotidiano Il Centro, ed ex l’Espresso e Il fatto quotidiano Primo Di Nicola, 65 anni di Castellafiume (L’Aquila) con 165.519 voti e una percentuale del 40,99, e il riconfermato Gaetano Quagliariello, 58 anni di Napoli, ex ministro e conosciuto all’aquila per essere stato per anni docente all’Università (115.630 voti pari al 39,33 per cento).

I sette diretti interessati saranno informati dell’avvenuta proclamazione dal Ministero dell’Interno attraverso i questori territoriali. Non sono annunciate sorprese per la proclamazione di oggi dei 14 deputati.

Per i 5 eletti all’uninominale: Andrea Colletti, Daniele Del Grosso, Carmela Grippa e Antonio Zennaro, del M5S, e Antonio Martino (Forza Italia); e per i 9 al proporzionale: Gianluca Vacca, Daniela Torto, Valentina Corneli, Fabio Berardini, tutti del M5S, Luigi D’Eramo e Giuseppe Bellachioma (Lega), Camillo D’Alessandro e Stefania Pezzopane (Pd) e Gianfranco Rotondi (Fi).

Come ha sottolineato l’Ansa il 17 marzo scorso, in riferimernto alle difficoltà della proclamazione, a 13 giorni dal 4 marzo manca ancora la proclamazione dei nuovi parlamentari eletti. Effetti delle complesse alchimie del “Rosatellum”. 

Già da lunedì i neo-senatori e martedì i neo-deputati sono attesi, rispettivamente, a Palazzo Madama e a Montecitorio per le foto e gli adempimenti formali di rito. Ma ancora non hanno ricevuto il telegramma ufficiale della prefettura, che ne certifica l’avvenuta elezione.

Il problema è che, già subito dopo il voto, alcuni presidenti di seggio non si sono voluti assumere la responsabilità di fare i complessi calcoli imposti dalla nuova legge elettorale e non hanno concluso le operazioni di scrutinio, ma si sono limitati ad inviare le schede direttamente alle Corti d’Appello che devono completare le operazioni per la proclamazione degli eletti.

E solo da oggi sono online sul sito della Cassazione i verbali relativi ai conteggi ufficiali sul riparto dei seggi alla Camera e al Senato.

Per quanto riguarda la Camera, gli uffici centrali circoscrizionali presso le Corti d’appello hanno comunicato i dati all’ufficio centrale presso la Cassazione, che ha provveduto ai conteggi sui voti ottenuti da partiti e coalizioni e sulla ripartizione dei seggi: il relativo verbale, pubblicato sul sito della Suprema Corte, dà conto delle operazioni che si sono aperte alle 16.30 del 14 marzo e si sono chiuse alle 19 di ieri, 16 marzo. Sulla base di questi dati le Corti d’Appello devono fare la proclamazione degli eletti.

Anche per quanto riguarda il Senato, la Cassazione ha pubblicato il verbale sulle operazioni dell’ufficio elettorale centrale, effettuate il 15 marzo: il documento individua le liste ammesse alla ripartizione dei seggi, mentre quest’ultimo conteggio, essendo su base regionale, è demandato alle corti d’appello. Solo completata e ufficializzata la ripartizione, si passa alla proclamazione degli eletti, compito che spetta esclusivamente agli uffici elettorali circoscrizionali e agli uffici elettorali regionali presso le Corti di Appello.

Queste ultime comunicano i nomi alle prefetture competenti che provvederanno ad avvisare con un telegramma i nuovi parlamentari, che da lunedì e martedì potranno cominciare a presentarsi al Senato ed alla Camera per le formalità di rito, in attesa della prima seduta per l’elezione dei presidenti, in programma venerdì prossimo.