L’AQUILA – “Penso alle grandi riforme per il Paese, ma anche ai traguardi raggiunti per l’Abruzzo: la sopravvivenza della sezione del Tar di Pescara e dei tribunali minori, l’inserimento di Sulmona nel piano Casa Italia, la reindustrializzazione della Val Pescara, il piano scuole sicure che coinvolge oltre 50 Comuni abruzzesi e molto altro”.

Sono gli “importanti risultati” che la senatrice Federica Chiavaroli, sottosegretario alla Giustizia ricandidata con Civica Popolare nei collegi proporzionale Abruzzo e maggioritario Chieti-Pescara, indica tra quelli raggiunti durante l’esperienza parlamentare e di governo.

“Non ho mai nascosto che nel 2013 sono approdata in Parlamento quasi inaspettatamente – ricorda – Allora ho deciso di affrontare il mio percorso in Senato quasi come farebbe una neo-assunta in una grande azienda, cioè impegnandomi più degli altri sia quantitativamente che qualitativamente”.

Senatrice Chiavaroli, Openpolis l’ha collocata sul podio degli inquilini di Palazzo Madama in quanto a produttività. C’è chi dice che una donna debba dimostrare il doppio di un uomo, per ottenere gli stessi riconoscimenti. È stato così anche per lei?

Io credo che una donna debba dimostrare quanto un uomo, ma che per farlo debba affrontare la maggiore fatica imposta dai carichi familiari che la società, la tradizione ed in parte anche la natura le impongono. Personalmente mi ritengo una donna molto fortunata, perché ho un’azienda di famiglia ben avviata, una madre che quotidianamente mi aiuta nell’accudimento dei miei tre figli e nella gestione della casa, un marito estremamente collaborativo e comprensivo. Tuttavia, se mi guardo intorno, vedo che non tutte le donne hanno la mia stessa fortuna e spesso, pur avendo ottime competenze e molta voglia di fare, sono costrette ad arretrare sul fronte professionale. Perciò mi sono sempre impegnata per l’attuazione delle misure di conciliazione tra la famiglia e il lavoro, per i diritti delle donne lavoratrici, per gli strumenti di supporto alla maternità. Perché si tratta di battaglie giuste ed anche perché mi sembra il modo più concreto per restituire alla società parte della fortuna che ho avuto.

Pensa che lo spirito di sacrificio e la bravura dimostrata come parlamentare e poi anche da relatrice di leggi di stabilità, siano state determinanti nella nomina a sottosegretario?

Non ho mai nascosto che nel 2013 sono approdata in Parlamento quasi inaspettatamente. Allora ho deciso di affrontare il mio percorso in Senato quasi come farebbe una neo-assunta in una grande azienda, cioè impegnandomi più degli altri sia quantitativamente che qualitativamente. Quell’impegno profuso nei rapporti, nei lavori delle Commissioni, nelle iniziative parlamentari mi ha consentito di penetrare meglio il mondo politico, di conquistare la fiducia del partito, di dimostrarmi affidabile e, infine, di essere nominata sottosegretario. Io racconto una storia di merito cioè di impegno, di sacrificio e di riuscita. Sembra impossibile, ma la mia esperienza testimonia che anche in politica, lavorando seriamente, si può progredire senza particolari appoggi. Questo è quello che posso raccontare ai giovani e ai miei figli ed è proprio nel tramandare questa storia che vivo più profondamente il mio ruolo di madre.

Lei nasce e cresce nel centrodestra, poi con Ncd ed Alternativa Popolare fa scelte diverse, sostenendo il governo di centrosinistra per senso di responsabilità. Infine, si conferma nell’alleanza candidandosi per il partito della sua amica, il ministro della salute Beatrice Lorenzin. Come ha convinto i suoi elettori?

Il mio percorso politico di livello nazionale, di fatto, è iniziato appoggiando un Governo di larghe intese. Poi, quando nel 2013 le scelte di Berlusconi (condizionate dalle sue vicende processuali) hanno rischiato di minacciare la stabilità del Paese ho deciso, insieme ad altri parlamentari di Forza Italia poi confluiti in Ncd, di dare fiducia al governo, così come mi chiedevano molti dei miei elettori. È seguita l’esperienza nei governi di Renzi e Gentiloni come sottosegretario alla Giustizia, un’esperienza che prosegue attraverso la mia candidatura in quella stessa coalizione. Mi sembra un percorso estremamente coerente e credo che i miei elettori, che in questi 5 anni mi hanno incoraggiata e seguita, non possano che condividerlo. Voglio anche sottolineare che ho fondato con Beatrice Lorenzin questa nuova forza politica che è Civica Popolare non solo perché lei è una mia amica ed è la collega maggiormente affezionata all’Abruzzo, ma soprattutto perché abbiamo lavorato bene insieme ed abbiamo condiviso l’idea di restare nella coalizione che ci ha consentito raggiungere importanti risultati in questi anni. Penso alle grandi riforme per il Paese, ma anche ai traguardi raggiunti per l’Abruzzo: la sopravvivenza della sezione del Tar di Pescara e dei tribunali minori, l’inserimento di Sulmona nel piano Casa Italia, la reindustrializzazione della Val Pescara, il piano scuole sicure che coinvolge oltre 50 Comuni abruzzesi e molto altro.

Le elezioni politiche sono ormai alle porte: come valuta questa campagna elettorale? A suo avviso sono arrivati ai cittadini messaggi ed esperienza sufficienti per farsi una idea?

È stata una campagna contraddistinta dalla gara a chi colpisce più forte allo stomaco del Paese. Dal web, alla televisione, alla carta stampata ognuno ha usato le sue strategie peggiori: chi fomentando la rabbia, chi incitando la protesta, chi distribuendo promesse impossibili. Sono strade che personalmente e politicamente mi rifiuto di percorrere, ed anche per questo sono candidata in questa coalizione, perché credo sia invece il momento di parlare alle persone con il buon senso, di proporsi per quello che si è realizzato e per quello che ragionevolmente si può fare: rimboccarsi le maniche e lavorare con intelligenza, passione, competenza a tutto quello che in Italia ancora manca, a partire dal lavoro dei giovani che considero la grande sfida su cui dovremo misurarci.

C’è stato il tempo per farlo?

Bisogna usare il tempo che ci è dato senza inutilmente recriminare. Non si fissa la data delle elezioni per aiutare la campagna elettorale. Si fa invece la campagna elettorale per aiutare i cittadini ad approcciarsi al voto. Per questo si dovrebbe essere onesti e responsabili nei messaggi e nelle promesse.

Da quanto sta emergendo, anche in Abruzzo l’avversario da battere si sta dimostrando il movimento cinque stelle che ha messo in campo candidati poco conosciuti.

Finora hanno votato i sondaggisti, gli opinionisti, i giornalisti. Ora facciamo votare i cittadini. Io non ho avversari preferiti o più temibili, anche perché ho scommesso sulla vittoria del collegio. Credo solo che la persona sia più importante del simbolo. Una comunità ha bisogno di punti di riferimento che si possano vedere, incontrare, anche criticare. Io ci metto la faccia e credo che questa sia una grande dimostrazione di buona fede.

Forza Italia ha rivendicato il ruolo da argine ai giustizialismi svolto nel 1994 e si propone di esserlo, oggi, ai populismi del Movimento 5 stelle. È così anche per voi?

Forza Italia ha scelto alleati che sono l’espressione più forte e sconveniente del populismo e del giustizialismo. Non argina niente, piuttosto cavalca onde anomale. La mia coalizione parla una lingua diversa. Il nostro scopo non è essere di argine a qualcos’altro, ma proporre una strada. Un percorso che abbiamo faticosamente iniziato aprendo una breccia nella crisi e che non deve assolutamente interrompersi.

Crisi industriali, ricostruzione al palo, tribunali minori, isolamento delle aree interne e sviluppo ancora a doppia velocità. Quali sono le sue strategie e quella di civica popolare per affrontare le priorità, una delle quali, il taglio dei tribunali minori, attiene al suo ministero.

Attraverso la proroga dei Tribunali minori abbiamo guadagnato un enorme vantaggio: il tempo per trovare una soluzione alternativa alla loro soppressione. Io quel tempo saprei investirlo bene, questo posso prometterlo. Non credo che altri potrebbero assumersi lo stesso impegno. Per le imprese questo Governo abbia fatto tantissimo grazie ad Industria 4.0, così come noto è il mio impegno sulla reindustrializzazione sulla Val Pescara. Sulla ricostruzione abbiamo approvato piani nazionali importanti, il Commissario Straordinario per gli eventi sismici del 2016 e del 2017 ha già varato due importanti lotti di intervento tutti concentrati nelle Regioni del centro Italia e quindi anche sull’Abruzzo, abbiamo messo a punto la ristrutturazione delle scuole, abbiamo previsto importanti incentivi fiscali. Sulle aree interne posso assicurare che, per me, non esistono aree territoriali di serie A e di serie B. In questi anni moltissimi Sindaci mi hanno contattata per superare problemi amministrativi e burocratici. Almeno la metà di quei Sindaci erano e sono fuori dal mio collegio elettorale, ma ho fatto tutto il possibile per loro. Io non soffro di ‘sindromi da difesa del campanile’, su questo nessuno può dire il contrario. Amo l’Abruzzo e credo che vada difeso, valorizzato, incentivato palmo a palmo. D’altra parteiIl mio partito si chiama Civica Popolare proprio perché vuole che il valore della territorialità sia impresso nel suo Dna.