L’AQUILA – “L’annuncio del mio passaggio a Fratelli d’Italia è stato dettato da una forma di provocazione profonda nei confronti del Popolo della libertà. Valuteremo poi quelli che saranno i risultati elettorali. Io sono un uomo della coalizione, del Pdl”.
Così ai microfoni di AbruzzoWeb il consigliere regionale Luca Ricciuti chiarisce il suo riavvicinamento al partitone di centrodestra dopo la sua precedente partecipazione alla conferenza stampa in cui veniva annunciata la costituzione di un gruppo consiliare della nuova formazione di area.
Successivamente, invece, Ricciuti ha partecipato a una convention pidiellina a Celano e oggi dovrebbe prendere parte a un evento all’Aquila.
Un disimpegno con Fdi che impedirà di costituire ufficialmente il gruppo per il quale c’è bisogno di tre consiglieri. E dopo Paolo Gatti ed Emiliano Di Matteo, Ricciuti sarebbe stato il terzo.
Ma quale simbolo barreranno gli elettori di Ricciuti, Pdl o Fdi? “Chiedetelo a loro, probabilmente chi avrà il mal di pancia più grosso voterà Fratelli d’Italia”, afferma.
Comunque almeno da parte sua i rapporti sono buoni: “Faccio i migliori auguri a Paolo (Gatti, capolista Fdi alla Camera, ndr), credo sia un valore aggiunto della coalizione”.
Le scelte definitive saranno valutate dopo le elezioni: “In questo momento bisogna ingoiare i rospi e andare avanti”, taglia corto Ricciuti.
Che parla, poi, anche dello stato di salute del partito all’Aquila, precipitato all’8% alle ultime amministrative. “Le motivazioni che hanno spinto a fare certe dichiarazioni (riferimento alle critiche di Gianfranco Giuliante, ndr) sono oggettivamente condivisibili, ma i modi in politica sono importanti e la forma diventa sostanza. Un rimprovero ce lo dobbiamo fare tutti, compreso me. Oggi è il momento di ricostruire completamente questo partito”.
“I coordinamenti divisi L’Aquila-Sulmona e Avezzano non hanno più senso. Questo credo che cambierà, anche il partito cambierà in maniera molto profonda. Io coordinatore provinciale? Sono a disposizione per qualunque incarico, soprattutto se condiviso”, conclude. (alb.or.)





