PESCARA – Il Popolo della libertà tappa faticosamente una falla a Pescara con il “recupero” del presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, e gli altri amministratori di spicco, ma se apre subito un’altra.

Sempre con la stessa matrice: i dissapori e le delusioni causate dalle scelte delle candidature in Abruzzo per le Politiche.

Contro i vertici del Pdl questa volta scende in campo un gruppo di pezzi da 90 che erano nella gioiosa macchina da guerra di centrodestra che ha vinto le elezioni del dicembre del 2008.

In sostanza tre associazioni di area centrodestra nate per la carenza di dialogo e per le diversità di vedute nella gestione nel Pdl e nella coalizione si sono unite, proprio in prossimità delle elezioni, pur non collegandole alla consultazione elettorale.

I tre consiglieri regionali dell’intergruppo di “Presenza popolare”, Gianfranco Giuliante, Angelo Di Paolo, entrambi assessori della Giunta Chiodi, e Riccardo Chiavaroli, pidiellini in rivolta dopo la compilazione delle liste, comunicano il raggiungimento di un’intesa con l’associazione “Futuro In” dell’assessore regionale Paolo Gatti, capolista a Montecitorio con Fratelli d’Italia, e con “Pescara futura” dell’altro componente della Giunta abruzzese Carlo Masci, che corre in solitaria con una propria lista al Senato dopo che il centrodestra gli ha negato l’apparentamento, Rialzati Abruzzo.

Tutto questo mentre un sondaggio realizzato e pubblicato dal sito scenaripolitici.com dà il Pdl abruzzese in calo di un punto e mezzo percentuale. Ad appena un giorno dall’apertura ufficiale della campagna elettorale sono segnali di preoccupazione per il coordinatore regionale, Filippo Piccone, il suo vice, Fabrizio Di Stefano, e il presidente della Giunta, Gianni Chiodi.

LA “FUSIONE” DI ASSOCIAZIONI

Molto duro il documento di “fusione”, che parla di una politica che “replica se stessa ed è lontana dai cittadini”.

Gatti spiega ad AbruzzoWeb che si tratta dell'”ufficializzazione di un luogo di confronto tra associazioni legate al centrodestra, collaterali al partito, che finora avevano lavorato da sole”.

Luogo di confronto che, secondo Gatti “è sempre mancato, come ho detto più volte: il dialogo fa sempre bene, per questo ho accettato la proposta degli amici, che ringrazio”.

L’accordo “non è legato direttamente alle elezioni, ma direi soprattutto al dopo, quando il dibattito nel centrodestra sarà stringente”, aggiunge Gatti, che sottolinea come “la nascita di associazioni sia già un segnale di disagio, questo è un passo successivo”.

Nel documento sottoscritto tra i tre sodalizi, infatti, si rileva che bisogna “costruire un nuovo centrodestra che abbia il coraggio di superare gli attuali schemi, che alla luce di una realtà incontrovertibile sono sempre meno adeguati a dare risposte concrete alle istanze territoriali”.

“Riappropriarsi di quell’agorà, cioè di quello spazio in cui riprendere un dibattito oggi soffocato dal piccolo cabotaggio e da un’azione politica troppo spesso inadeguata, è non solo auspicabile ma necessario”, continua il documento.

Si allarga, quindi, una nuova crepa nella coalizione, nonostante gli appelli all’unità lanciati nelle due convention di apertura della campagna elettorale che si sono tenute ieri a Celano (L’Aquila) e Teramo, condite da alcuni “ritorni all’ovile”, come il presidente Pagano, rientrato nei ranghi dopo la sfuriata post-liste che aveva lasciato presagire un disimpegno in campagna elettorale, ma anche di assenti eccellenti: su tutti quelli dello stesso Giuliante, che nei giorni scorsi ha condito lo scontro con ripetuti attacchi al coordinatore regionale del Pdl, il senatore uscente e ricandidato capolista alla Camera Piccone, paragonato al “dittatore cannibale” Bokassa.

IL SONDAGGIO

L’intesa tra frondisti del Pdl e fuoriusciti non è l’unico elemento di preoccupazione per il partito di Angelino Alfano e Silvio Berlusconi: secondo un sondaggio diffuso da Scenaripolitici.com su un campione di 209 intervistati, il Pdl arretra di 1,5 punti rispetto alla rilevazione di una settimana fa e si attesta al 18,5%.

Secondo partito dell’alleanza Fratelli d’Italia con il 5%, quindi La Destra con il 2% e gli altri “cespugli” complessivamente al 2,5%. Dati quasi identici al Senato, dove il Pdl si attesta al 19% recuperando mezzo punto a scapito della Destra. Anche se non viene conteggiato Rialzati Abruzzo, quindi il dato sarà giocoforza diverso.

Sul fronte del centrosinistra, il Partito democratico perde un punto e cala al 27,5%, confermandosi comunque prima forza dell’Abruzzo, con Sinistra ecologia libertà al 5,5%.

Ma le sorprese maggiori arrivano dallo schieramento centrista di Monti, dove l’Unione di centro scivola al 3% (meno 1,5%) rispetto a sette giorni fa, Scelta civica al 6% (-1%) e Futuro e libertà al 2%.

In questo senso si confermano le difficoltà del numero due alla Camera, il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, ancora iscritto all’Mpa, che deve fare i conti con la fronda interna alla Vela che contesta la sua candidatura.

Il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo è dato al 14%, mentre Rivoluzione civile al 6,5%.