AVEZZANO – “Serve continuità con la politica seria e concreta di questo anno di Mario Monti. Un voto all’Udc e al centro vuol dire stabilità e concretezza amministrativa per fare le riforme che servono al Paese. Vuol dire un voto a gente radicata sul territorio che porta in Parlamento le istanze della propria terra”.

Lo ha detto Lorenzo Cesa, segretario dell’Unione di centro. Dopo il bagno di folla nell’evento aquilano a sostegno del candidato dell’Udc al numero 2 alla Camera Giorgio De Matteis, vice presidente vicario del Consiglio regionale, non si è ripetuto lo stesso successo di pubblico nell’evento di Avezzano dell’Udc.

Nonostante la presenza del segretario nazionale Cesa, l’appuntamento elettorale si è svolto in una sala consiliare del comune di Avezzano non certo gremita.

Assenti i tre esponenti dell’Udc che guidano la protesta contro le candidature di De Matteis e di Nicoletta Verì, ex consigliere regionale del Pdl, capolista al Senato, “perché non iscritti al partito e non espressione della base abruzzese”.

Il presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, il capogruppo in Consiglio regionale, Antonio Menna, e il consigliere di amministrazione della Rai Rodolfo De Laurentiis, ex deputato dell’Udc, tra l’altro marsicano, originario di Collelongo, non si sono visti.

Assente anche il sindaco della città marsicana, Gianni Di Pangrazio, che ha l’Udc nella sua larga coalizione di centrosinistra, e che ha incontrato Cesa in privato ma non ha preso parte all’evento pubblico.

Cesa ha poi aggiunto che “non dobbiamo mai dimenticare come eravamo messi qualche mese fa, con il crollo del Paese a un passo. Se siamo tornati in carreggiata lo dobbiamo agli italiani, ai loro sacrifici. Ora non possiamo gettarli nel cestino, non possiamo tornare indietro alla politica delle chiacchiere e delle illusioni come quella che fa Silvio Berlusconi“.

“Noi pensiamo a far vincere Monti. Poi sui grandi temi, sulle grandi riforme, penso per esempio a quelle istituzionali, servirà il dialogo tra le forze politiche responsabili in Parlamento”, ha aggiunto.

“Le posizioni di Nichi Vendola non ci appartengono: non parlo solo dei temi etici – ha detto ancora – ma anche delle ricette per lo sviluppo del Paese”.

Quanto alle dimissioni annunciate dal Papa, Cesa ha parlato di “uno straordinario gesto d’amore verso i fedeli e la Chiesa, che ha servito con grande umiltà e grande forza”. (red)