L’AQUILA – Slitta nuovamente, al prossimo 30 gennaio, per ulteriori difetti legati alle notifiche agli indagati, l’udienza preliminare relativa all’inchiesta “Caligola” della procura della Repubblica dell’Aquila su presunte assunzioni clientelari e appalti pilotati nella Regione Abruzzo nell’ambito del progetto comunitario Adriatico Ipa, che portò a sette arresti quasi 2 anni fa.

Nell’udienza di oggi è emerso che anche per l’indagato Alfredo Castiglione, vice presidente della Regione Abruzzo, c’è l’intenzione di chiedere il giudizio abbreviato, come confermato ad AbruzzoWeb dal suo legale, Dante Angiolelli.

“È del tutto estraneo a questa vicenda, quindi c’è l’intenzione di risolverla nel più breve tempo possibile. Farò la richiesta nei prossimi giorni, ho tempo fino al giorno dell’udienza”, spiega.

L’abbreviato consentirebbe a Castiglione di essere giudicato subito, senza passare per l’udienza preliminare, in cambio di uno sconto di un terzo sull’eventuale pena.

Vista la posizione ritenuta “marginale” dalla difesa, come confermato anche dal gip Marco Billi ai tempi degli arresti, sarebbe il viatico migliore per presentarsi, in caso di archiviazione, senza code giudiziarie alle elezioni regionali del prossimo 25 maggio.

Chi ha già formalizzato questa stessa richiesta è l’ex sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso, assistito dall’avvocato Giuliano Milia, anch’egli alle prese con una certa fretta in vista dell’impegno politico che potrebbe vederlo addirittura candidato alla presidenza della Giunta regionale e prima ancora alle primarie del centrosinistra.

Su questa istanza, già inoltrata alla fine del 2013, c’è tuttavia una fase di stallo perché, è stato notato oggi, l’eventuale concessione dell’abbreviato potrebbe far scattare l’incompatibilità del giudice rispetto a posizioni collegate a quella di D’Alfonso che, a quel punto, rimarrebbero da giudicare con il rito ordinario.

L’impasse potrebbe essere sbloccata con l’immissione in organico di nuovi giudici per il tribunale aquilano, alle prese con una annosa carenza, notizia che trova alcune conferme negli ambienti giudiziari. Qualche nuovo arrivo potrebbe perciò ritrovarsi assegnato il giudizio abbreviato su D’Alfonso.

Nell’udienza del 30 verranno affrontate queste e altre questioni preliminari: in particolare, verrà anche conferito incarico per la trascrizione delle intercettazioni telefoniche. Un’ulteriore data è stata infine fissata dal giudice per l’udienza preliminare Giuseppe Romano Gargarella per il prossimo 17 marzo. Alberto Orsini

L’INCHIESTA

Commesse pubbliche affidate in cambio di contropartite economiche che consistevano in contratti di consulenza e assunzioni clientelari.

Questo è, secondo le tesi dell’accusa, il cuore dell’inchiesta, che si è concentrata, in particolare, sull’aggiudicazione fraudolenta in favore della società “Ecosfera” di una gara pubblica per “l’affidamento in appalto del servizio di valutazione in itinere del programma di cooperazione transfrontaliera Ipa Adriatico 2007-2013”.

Le indagini del pubblico ministero Antonietta Picardi hanno contestato anche altre vicende tra cui l’assegnazione in favore della Cyborg Srl di una commessa relativa alla realizzazione di un software per il monitoraggio del Por Fers 2007/2013.

Le ipotesi di reato contestate a vario titolo sono associazione per delinquere finalizzata alla corruzione aggravata, falso in atti pubblici e occultamento di atto pubblico.

I 12 indagati per i quali il pm ha chiesto il processo sono Duilio Gruttadauria, presidente del consiglio d’amministrazione e socio della società Ecosfera; la moglie Anna Maria Teodoro, socio Ecosfera; Lamberto Quarta, consulente della stessa società; Giovanna Andreola, detta Vanna, già dirigente del servizio Attività internazionali presso la Regione Abruzzo e oggi a capo del settore Stampa; il marito Michele Galdi, consulente di due società che, secondo i pm, possono essere ricondotte a Ecosfera; Corrado Troiano, socio della società Cyborg Srl; Mario Gay, vice presidente dell’Osservatorio interregionale cooperazione sviluppo (Oics) che ha sede a Roma; Luciano D’Alfonso, ex sindaco di Pescara; Camillo Cesarone, ex sindacalista ed ex capogruppo del Pd in Consiglio regionale; Bernardo Notarangelo, già presidente della commissione di gara relativa all’appalto contestato dalle indagini; Alfredo Castiglione, vice presidente della Regione Abruzzo e assessore all’Attività produttive; Domenico Peca, ritenuto prestanome per alcune attività di Ecosfera.